Aldo Cerroni

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Archivio per Marzo, 2009

GM

30 Marzo 2009
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Riporto da www.repubblica.it

NEW YORK – L’amministratore delegato di General Motors, Rick Wagoner, lascia il timone della società su richiesta della Casa Bianca: come precondizione per la concessione di nuovi aiuti in favore del colosso di Detroit. L’amministrazione Obama ha chiesto e ottenuto la testa di Wagoner, che dice addio dopo otto anni come amministratore delegato e un’intera carriera (dal 1977, anno in cui è uscito dalla Harvard Business School) spesa in Gm. L’annuncio ufficiale dell’addio dovrebbe arrivare oggi dopo che l’amministrazione avrà alzato il velo sul piano di salvataggio di Detroit, che dovrebbe prevedere la concessione di nuovi aiuti, ma in cambio di più drastiche misure di ristrutturazione: “Per uscire dalla tempesta occorrono i sacrifici di tutti, manager, fornitori, dipendenti, azionisti. Ma i costruttori non hanno ancora fatto abbastanza”. In cambio degli aiuti Gm e Chrysler devono compiere “serie ristrutturazioni. Quello che vogliamo far capire è che vogliamo un’industria automobilistica di successo.Ma deve essere realisticamente disegnata per affrontare la tempesta in atto e uscirne più competitiva di quanto non lo sia ora”.

Mi sembra il buon decisionismo di un buon governante, senza strappi, ma con molta concretezza!

New generation avanti… il nuovo prima o poi arriva!

Ad maiora

Usura!

27 Marzo 2009
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Stando ai dati raccolti dalla Caritas Diocesana di Tivoli, nei primi tre mesi del 2009 si è avuto lo stesso numero di richieste di aiuto che in tutto il 2008. Significa che la crisi ha di fatto quadruplicato il sovraindebitamento delle famiglie del nostro territorio. Lo sportello diocesano serve a prevenire che le persone sovraindebitate finiscano in mano ai cravattari, ma è di tutta evidenza che anche il sommerso, per relationem, ha subito un analogo incremento.

L’usura è fenomeno odioso e, come spiega SERENA VISENTIN, Assessore provinciale alla lotta all’usura, la “Provincia di Roma è oggi al primo posto nella classifica delle aree metropolitane per numero di fallimenti e protesti”.

Ritengo che siano dati allarmanti e parimenti ritengo che la nuova Amministrazione dovrà neccessariamente, a seguito di questi dati, aprire uno specifico sportello antiusura di consulenza per i cittadini in difficoltà.

Ad maiora

Tutti sapete il mio giudizio tranchant e comunque decisamente negativo che riguarda la vita politica, lo spessore e le furbizie di Antonio Di Pietro.

Lo ritengo un simpatico demagogo e poco più, ma soprattutto lo ritengo lo svilimento della capacità riflessiva e speculativa da sempre riconosciuta al Centro sinistra.

Insomma lo specchio dell’attuale avvilente politica!

Apprendo dai giornali e dai tegiornali che il magistrato De Magistris si candiderà col Tonino molisano al Parlamento europeo. La cosa non mi sorprende e la ritengo una ovvia conseguenza…se non addirittura un piano sviluppato a tavolino.

Da sempre diffido dei Magistrati in politica e non vorrei che questo De Magistris sia il solito Furbetto… alla Di Pietro, magari!

Mala tempora currunt…sempre più!

 

Ieri le toccanti parole del Dalai Lama in occasione del cinquantesimo anniversario della rivolta tibetana contro l’oppressione della Cina comunista.

Vi riporto il testo… in attesa di un Tibet libero!!! 

     
Dharamsala, 10 marzo 2009. Oggi è il cinquantesimo anniversario della pacifica rivolta del popolo tibetano contro la repressione della Cina comunista in Tibet. Dallo scorso marzo si sono diffuse pacifiche proteste in tutto il Tibet. La maggior parte dei partecipanti erano giovani nati e cresciuti dopo il 1959, i quali non hanno mai vissuto né visto un Tibet libero. Questi cinquanta anni hanno portato indescrivibili sofferenze e distruzioni alla Terra del popolo tibetano. Anche oggi i tibetani in Tibet vivono con una paura costante e le autorità cinesi sospettano costantemente di loro. Oggi la religione, la cultura, la lingua e l’identità, che le successive generazioni di tibetani hanno considerato più preziose che le loro vite, sono a rischio d’estinzione; in breve, il popolo tibetano, è stato considerato come un criminale meritando soltanto di essere messo a morte.

Noi abbiamo bisogno di guardare al futuro e lavorare per i nostri benefici. Rivolgiamo il nostro sguardo verso una legittima e concreta autonomia che abiliterebbe i tibetani a vivere entro la struttura della Repubblica Popolare Cinese. Soddisfacendo le aspirazioni del popolo tibetano consentirebbe alla Cina di ottenere stabilità e unità. Per quanto ci riguarda, noi non stiamo avanzando nessuna richiesta basata sulla storia. Guardando indietro alla storia, non c’è nessun paese oggi, Cina inclusa, il cui status territoriale è rimasto immutato, né che possa essere soggetto a modifica.

Sono deluso per il fatto che le autorità cinesi non abbiano risposto in maniera appropriata ai nostri sinceri sforzi per migliorare l’autonomia regionale per tutti i tibetani, come stabilito nella Costituzione della Repubblica Popolare Cinese. A margine dell’attuale processo del dialogo sino-tibetano che non ha portato a nessun risultato concreto, c’è stata una violenta repressione sulle proteste dei tibetani che hanno scosso l’intero Tibet da marzo dello scorso anno.

Sin dall’antichità il popolo cinese e quello tibetano sono stati vicini. Anche nel futuro noi dobbiamo vivere insieme. Quindi è molto importante per noi coesistere in amicizia gli uni con gli altri. Dall’occupazione del Tibet, i Comunisti Cinesi hanno fatto una propaganda distorta sul Tibet e sulla sua gente. Di conseguenza, ci sono nella popolazione cinese poche persone che hanno una vera comprensione sui fatti del Tibet. È infatti molto difficile per loro conoscere la verità. Ci sono anche leader cinesi di estrema sinistra che dallo scorso marzo hanno fatto una diffusa propaganda con il solo scopo di creare astio tra il popolo cinese e quello tibetano. Tristemente, come risultato, si è fatta spazio nelle menti di alcuni nostri fratelli e sorelle cinesi una impressione negativa dei tibetani.

Quindi vorrei esprimere un forte desiderio affinché i nostri fratelli e sorelle cinesi non siano influenzati da questa propaganda, ma invece comprendano gli accadimenti del Tibet in modo imparziale, così che non ci siano divisioni tra di noi. I tibetani dovrebbero anche continuare a lavorare per l’amicizia con il popolo cinese.

Guardando indietro ai 50 anni dell’esilio, noi abbiamo sperimentato molti alti e bassi. Comunque sia, il fatto che la questione tibetana sia ancora aperta e che la comunità internazionale si stia interessando molto è senza dubbio un traguardo. Vista da questa prospettiva, io non ho alcun dubbio che prevarrà la giustizia per la giusta causa del Tibet, se noi continuiamo sul cammino della verità e della non violenza. Dico sempre che dobbiamo sperare per il meglio e prepararci per il peggio. Da qualsiasi punto lo guardiamo sia dalla prospettiva globale che dal contesto degli eventi in Cina, ci sono ragioni per noi che ci fanno sperare in una veloce risoluzione della questione tibetana. Ma dobbiamo anche essere preparati nel caso in cui la lotta per il Tibet si protragga per un tempo più lungo.

Da: www.repubblica.it

Oggi, basito, leggevo un articolo su un quotidiano locale, in cui Leonetti, evidentemente già in campagna elettorale, ipotizzava scenari futuri per l’aereoporto Barbieri, da tempo sottovalutato e poco utilizzato.

La soluzione, al momento, per lo scaltro politico Guidoniano, sarebbe quella di costituire un’equipe di studio del problema, per individuare soluzioni! (sic!)

Oltre la scontata e banale obiezione relativa al fatto che Leonetti, dopo trent’anni di politica sul nostro territorio, con ruoli non marginali solo ora si accorge che a Guidonia c’è un aereoporto sottovalutato, mi viene da obiettare e chiedere se, quest’alice nel Paese delle meraviglie, non si renda conto che ci sono molteplici contatti e progetti che riguardano il Barbieri e che si potrebbe perseguire la strada già tracciata ed impiegare risorse (purtroppo sempre poche!) in quella direzione e non nella costituzione di una equipe di studio del problema.

Ritengo che non ci sia proprio niente da studiare, ma semplicemente si debba agire su quel tema e su molti altri come quello!

…almeno che il prode Consigliere provinciale non voglia sperperare soldi pubblici nel finanziare a qualche “compagno” un’indagine conoscitiva del problema!

Ritengo che in un momento di crisi non sia opportuno sperperare soldi pubblici in questo modo…, ma soprattutto che i metodi delle vecchie cariatidi siano da accantonare definitivamente e si debba agire nell’interesse della collettività.

Purtroppo dimentico (sono sempre il solito ingenuo) che si è in campagna elettorale…e che ne vedremo molta di demagogia!!!

Ad maiora

Vi invito a leggere questo articolo de “Il Riformista” di oggi. Mi sembra, purtroppo, una ricostruzione rispondente al vero.

Ma dove sono andati tutti gli altri consensi…siamo vicini al dato dei DS. Mala tempora currunt!

906756231