Aldo Cerroni

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Archivio per Maggio, 2009

In questi giorni ci sarà a Latina l’ottantaduesima adunata nazionale dell’ANA, Associazione nazionale Alpini. Una bellissima iniziativa per un corpo glorioso delle nostre Forze armate.

Un saluto particolare agli Alpini di Guidonia e in particolare di Villanova – La Botte, che saranno presenti.

Riporto di seguito il saluto del Presidente Perona.

Cari alpini
quando riceverete questa pubblicazione preparata dalla Sezione di Latina, voi sarete già in questa città fondata 75 anni fa da tanti uomini giunti – molti con mogli, sorelle, figli – dal Triveneto, dall´Emilia- Romagna, dalla Liguria per bonificare una terra malsana e ridarle quell´equilibrio naturale che ha permesso di viverci. È dunque a questi padri fondatori, pionieri in Patria, che intendiamo rendere omaggio. Tanti bonificatori erano reduci della Grande Guerra, lo testimoniano i nomi dei borghi che dal Grappa al Pasubio ricordano il sacrificio di migliaia di Caduti.È quindi un debito di riconoscenza che vogliamo onorare.L´anno scorso, nella ricorrenza del 90° della fine della Grande Guerra, abbiamo degnamente rispettato il nostro motto “Per non dimenticare”. Anche quest´anno, però, ricorre un importante anniversario: il novantesimo di costituzione della nostra Associazione.
È dunque un doppio motivo di festa l´Adunata a Latina, che scandirà momenti di rievocazione e momenti di gioia del nostro stare inseme. Gli alpini riconosceranno i loro dialetti nei cittadini più anziani, scopriranno che i giovani, la cui parlata ha gli accenti della regione in cui vivono, hanno genitori e nonni venuti da tante regioni d´Italia.Saranno con noi gli alpini del 9° reggimento de L´Aquila con la loro gloriosa Bandiera di Guerra. Ci ricordano la nostra naja, ma anche il loro impegno in Patria e soprattutto nelle missioni di pace all´estero. Noi siamo orgogliosi di loro e dei loro comandanti e siamo sicuri che anche a Latina saranno circondati da quell´affetto che meritano.Mi è caro rivolgere un saluto alle autorità; vorremmo che
recepissero in pieno il significato del nostro stare insieme e del senso del dovere che trasparirà nei momenti più significativi della nostra Adunata: l´onore ai Caduti, la compattezza del nostro Corpo alpino, la fedeltà alle istituzioni, la solidarietà sociale. E vorremmo che in momenti difficili quali quello che stiamo attraversando, questi nostri valori sostenessero il loro senso dello Stato e il loro spirito di servizio.Infine, ma non certo ultimi, un saluto ai cittadini di Latina e dell´intera provincia che li ospiteranno. Voglio dirvi che l´Adunata è una festa che si ripete ogni anno in città diverse. Porteremo una ventata di fiducia e di gioia, ci auguriamo di lasciare un buon ricordo e all´indomani della grande sfilata che avrà percorso la città imbandierata, quando la città sembrerà vuota, sappiate che vi porteremo nel cuore, lo stesso cuore che ci ha spinto a venire fra voi.

Corrado Perona
Presidente nazionale
Associazione Nazionale Alpini

Gentili amici,

in clima di campagna elettorale ritengo opportuno e significativo impegnarsi per cose serie e non su questioni sterili e conseguenza dello strumentario politichese.

Ieri ho protocollato una lettera al Ministro delle Poste e Telecomunicazioni e al Direttore generale delle Poste S.p.a. rilanciando su un’antica questione e richiedento due nuove poste sul nostro territorio. nello specifico una a Collefioritoe laltra a Marco Simone. I due quartieri, infatti, hano subito nell’ultimo decennio un grande incrmento demografico ed entrambi sono privi di un Ufficio postale. Ciò oltre a determinare un danno per i cittadini delle due popolose frazioni determina disagi anche per gli abitanti di Setteville, Colleverde e Guidonia poiche i rispettivi uffici postali sono affollati all’inverosimile e gli operatori stessi sono sottoposti a ritmi di lavoro che penalizzano l’efficienza e la bontà del servizio offerto.

Ritengo di dover proseguire in campagna elettorale e anche dopo questa battaglia per il potenziamento dei pubblici servizi nel nostro Comune.

Ad maiora

1 Maggio

01 Maggio 2009
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1° maggio, Festa dei Lavoratori. Una data ricca di significati, di simboli, di sofferenza, sfruttamento, conquiste. Una di quelle date che varrebbe la pena di celebrare e festeggiare sempre. Ma non me la sento, non più. Perché è diventata una data scontata, svuotata,  integrata, omologata, come l’8 marzo. Perché con 1300 morti sul lavoro all’anno, tutti gli anni, non so da quanti anni, con centinaia di migliaia di precari sfruttati, sottopagati, depredati del futuro, con centinaia di migliaia per cui il lavoro, qualunque lavoro, è il sogno di una vita e tale rimane, con migliaia di clandestini assunti a nero, stroncati di fatica, umiliati, minacciati, picchiati, uccisi, celebrare questa festa mi sembra una bestemmia così blasfema da far sanguinare le orecchie e l’anima di tutti quei morti e di tutti quei vivi che sopravvivono. Per quel che mi riguarda, il 1° maggio come Festa del Lavoro ricomincerò a celebrarlo quando il lavoro diventerà un qualcosa che la sera faccia tornare a casa persone contente e, soprattutto, vive.
E al diavolo pure il concerto! L’unica cosa simpatica, oggi, la Festa del Patrono a Villanoava e la bella omelia di S.E. Mauro Parmegiani. Lucida e consapevole, significativa e penetrante.
Ad maiora
L