Aldo Cerroni

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Archivio per Dicembre, 2009

Con notevole soddisfazione informo tutti voi che un’opera sulla quale ho investito molto tempo e altrettanto impegno e che, per motivazioni a me ancora sconosciute, con l’avvento della nuova Giunta aveva subito un incredibile e inspiegabile rallentamento è pronta per la realizzazione.

Mi riferisco, cari amici, al rifacimento del manto stradale di Via Alessandro Lamarmora a Villanova. Opera voluta e finanziata dalla vecchia amministrazione e i cui lavori dovrebbero iniziare entro il mese di Gennaio (almeno speriamo).

Un rifacimento molto importante per la Circoscrizione Villanova – la Botte e non solo essendo strada di comunicazione efficace anche per il distretto del travertino e per i collegamenti del quadrante ad est del nostro Comune ossia Villanova, Villalba e Guidonia.

Soddisfatti della nostra opera di pungolo, dall’opposizione, ad un’amministrazione immobile ed elefantiaca, ci chiediamo perchè nella medesima Circoscrizione non partano ancora i lavori altrettanto importanti di rifacimento di Via Maremmana.

Sarà oggetto di una precisa interrogazione al Sindaco, nella speranza di sollecitare l’Amministrazione anche su questo punto.

Ad maiora

Ad maiora

Riporto, di seguito, un articolo di Avvenire! Si sta concretizzando la vera alternativa.

API + UDC in Piemonte… buon auspicio!

RutelliFrancesco Rutelli ha comunicato ai membri del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica le proprie “dimissioni irrevocabili” da Presidente del Copasir. La lettera è stata trasmessa lo scorso venerdi 18 dicembre, al termine degli adempimenti che Rutelli si era impegnato a concludere come Presidente: l’audizione di Gianni Letta e del direttore del DIS De Gennaro; il parere unanime del Comitato, trasmesso nella stessa giornata di venerdi, sulle modifiche al regolamento sugli organici del personale dei Servizi; la rimozione del segreto di Stato su parte dei documenti concernenti la sparizione in Medio Oriente dei giornalisti Italo Toni e Graziella De Palo; le audizioni programmate per il mese di dicembre, tra cui l’avvio della Relazione al Parlamento sul cyber crime, di cui lo stesso Rutelli – che rimarrà membro del Comitato – è relatore.

Nella lettera, Rutelli ricorda che la sua decisione “non è un atto dovuto” poiché non è richiesto né dalle norme né dalla prassi; e, infatti, si tratta di un caso unico di dimissioni per autonoma scelta politica dalla presidenza di una commissione parlamentare: una decisione assunta dopo la nascita dell’Alleanza per l’Italia (di cui Rutelli è presidente) e il suo passaggio nel gruppo Misto del Senato,“perché il Copasir possa proseguire il suo operato con linearità, senza incontrare alcun ostacolo di carattere politico”.

Rutelli rimarrà in carica sino alla convocazione della seduta per l’elezione del successore: la legge stabilisce che il Comitato deve essere presieduto da un esponente dell’opposizione; Rutelli ha informato del suo atto i presidenti dei gruppi del PD al Senato e ala Camera, Finocchiaro e Franceschini, perché promuovano le intese per la proposta del nuovo Presidente, che dev’essere eletto dai 10 membri del Copasir a scrutinio segreto.

Nella lettera, il Presidente del Comitato ricorda “il lavoro senza precedenti” svolto dall’organismo parlamentare: in poco più di un anno e mezzo, 69 sedute, con 44 audizioni, 491 documenti acquisiti (per un totale di quasi 16 mila pagine), tre Relazioni al Parlamento. Infine, apprezzamento per i rapporti con Gianni Letta, Autorità delegata, e i dirigenti dei Servizi; ringraziamento ai funzionari e in particolare “a tutti i componenti del Comitato, per la lealtà, la riservatezza e lo spirito di collaborazione con cui hanno interpretato la loro funzione”.

BUONE FESTE

24 Dicembre 2009
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Ringraziando tutti per il sostegno e la continua vicinanza nelle Nostre battaglie per il bongoverno Vi saluto e Vi auguro delle splendide feste!
Ad maiora

Riporto, di seguito, la lettera che Pier Luigi Celli, attuale Direttore generale della LUISS, ha scritto al figlio utilizzando il veicolo del quotidiano “La Repubblica”.
Certamente evoca un triste e deprimente scenario, non troppo distante dal vero e, conoscendolo, so che lo fa per scuotere questa italietta, paese di Pulcinella!

Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio.

Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l’idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai.
Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l’affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.

Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all’attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E’ anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l’Alitalia non si metta in testa di fare l’azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell’orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d’altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l’unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio.

Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po’, non troverai molte ragioni per rincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato – per ragioni intuibili – con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility. Non varrà nulla avere la fedina immacolata, se ci sono ragioni sufficienti che lavorano su altri terreni, in grado di spingerti a incarichi delicati, magari critici per i destini industriali del Paese. Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all’infinito, annoiandoti e deprimendomi.

Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell’estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto oro, questo no. Capiterà anche che, spesso, ti prenderà la nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei tuoi vecchi. E tu cercherai di venirci a patti, per fare quello per cui ti sei preparato per anni.

Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.

Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze.

Preparati comunque a soffrire.

Con affetto,
tuo padre

L’autore è stato direttore generale della Rai. Attualmente è direttore generale della Libera Università internazionale degli studi sociali, Luiss Guido Carli.
(30 novembre 2009)