Aldo Cerroni

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Archivio per Agosto, 2010

Riporto di seguito un articolo di oggi sul Tempo di Antonio Sbraga, che fotografa una realtà desolante per tutti i cittadini del Nord -Est. Vale solo la pena di aggiungere che il quadrante conta più di 200.000 abitanti, ormai,  e la linea ferroviaria è quella del 1950!!! Dove è finito il raddoppio della ferrovia finanziato e inspiegabilmente fermo? Perche i Comuni della Valle dell’Aniene (Guidonia Montecelio compresa) non prendono una posizione forte? Tutto sembrava pronto prima delle elezioni del 2009 e,  dopo più di una anno di Giunta Rubeis,  non se ne sa nulla!!! Non sarà come sulla differenziata: in ritardo rispetto alle previsioni e malgestita?

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Aprite il collegamento e gustatevi questo piccolo e bellissimo borgo medioevale.

http://www.youtube.com/watch?v=_pajijdENak

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 Chi fosse interessato, mi contatti.

 Una delegazione da Guidonia parteciperà a tutta la Festa e Sabato 4 partirà un bus per Labro (Ri).

Trovate il programma su un precedente post o sul sito alleanzaperlitalia.it

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Pubblico il testo dell’interrogazione, che ho presentato in relazione al bando per le biblioteche elaborato dall’aministrazione.

…pensate scadenza 18 Agosto 2010 e cottimo fiduciario per invitare 5 Associazioni, magari già in vacanza e senza esperienza… che si sappia già chi gestirà le biblioteche? A pensar male…

Al Sindaco

Comune di Guidonia Montecelio

 

All’Assessore alla Cultura

 

Al Dirigente alla Cultura

 

OGGETTO: Interrogazione urgente a risposta scritta.

 

Il sottoscritto Consigliere comunale, avendo appreso che in data 22 Luglio 2010 con la determinazione n. 97 l’Area VIII si risolveva a contrarre e approvava bando, lettera d’invito e capitolato speciale d’oneri e istanza di partecipazione per l’affidamento del servizio di gestione coordinata delle biblioteche comunali.

Considerando che determinazione in parola è stata pubblicata il 2 di Agosto u.s. negando la possibilità per molta parte dei residenti di poterne prendere visione a causa delle ferie estive, laddove trattasi, invece, di questione di interesse pubblico e di chiara importanza.

Considerato che la lettera di invito risulta allo scrivente sia stata inoltrata il 3 c.m..

Verificato che nel bando si prevede la possibilità di presentare istanza per le associazioni/cooperative a condizione che la stessa pervenga all’Ente entro il 18 Agosto p.v.

Vista la determinazione n. 90 della medesima area con cui era stato prorogato il servizio di gestione delle Biblioteche all’Associazione Guidonia cultura per tutto il mese di Luglio, servizio che altrimenti sarebbe cessato il 30 Giugno c.a.

Considerato che lo scrivente ha potuto prendere visione della documentazione e del capitolato, scarno e di evidente semplicità nella elaborazione;

con la presente interroga le SS.LL., richiedendo risposta scritta e urgente, di cui si chiede anche copia via email all’indirizzo aldocerroni@gmail.com, sui seguenti punti:

  1. I motivi per i quali si è andati in proroga per il mese di Luglio su un servizio rispetto al quale il bando era di semplice redazione e perché si è fatto coincidere il bando con il periodo di ferie agostane a cavallo di Ferragosto compromettendo la possibilità per le associazioni di avere precisa contezza dello stesso e poter lavorare approfonditamente alla stesura ed elaborazione del progetto;
  2. Se non si ritiene tale procedura amministrativa lesiva dei diritti inviolabili di parità sanciti dall’art. 2 e 3 della Costituzione.

In subordine

      3.  Se non ritenga di dover sospendere il bando e riproporlo stante, oltre il detto, il palese errore nel testo rispetto alla durata del servizio (due o tre anni), oltre che l’assoluta assenza, a tutt’oggi, sul sito www.istruzioneguidonia.org (altro rispetto al sito istituzionale dell’Ente) della documentazione relativa, così come invece riportato nel testo dell’avviso;

     

      4.  Se le Associazioni/Cooperative invitate rispondano ai requisiti previsti dall’art. 4 del Bando e specificatamente se l’Amministrazione ha contezza che gli organismi invitati abbiano tutti “attività precedente nella gestione bibliotecaria” e se così non fosse se non ritiene di dover riaprire i termini e invitare altre associazioni, che rispondano a questi requisiti.

      5.  Se questa Amministrazione, come succede in tutte le Amministrazioni nazionali con riferimento alle gestioni bibliotecarie, non ritenga di dover privilegiare il profilo relativo alla catalogazione nella redazione del bando e nella definizione dei criteri per la valutazione dei progetti essendo questo il carattere distintivo di tale attività.

        6.   Perché questa amministrazione ha ritenuto di dover utilizzare la procedura                            negoziata del cottimo fiduciario piuttosto che una procedura di maggior coinvolgimento della Città e di maggiore trasparenza per l’affidamento di un servizio di questa utilità e importanza.

 

In attesa di un sollecito riscontro, ponendosi a disposizione per qualsivoglia chiarimento, porge distinti saluti

 

 

Il Consigliere comunale

Aldo Cerroni

 

 

 

Guidonia, lì 05 agosto 2010

dall’Intervista che Francesco Rutelli ha rilasciato al Sole 24 Ore di Martedì 3 Agosto 2010

Senatore Rutelli, ora che la crisi politica è conclamata, serve subito una crisi parlamentare?

La sostanza della crisi di oggi risiede nel fatto che questa coalizione ha resistito appena 6 mesi in più dell’Unione guidata da Prodi. Questo è l’evento politico enorme e inaspettato. Ed è anche il grande paradosso di questa maggioranza che si è presentata compatta, con numeri ampi e confortevoli e con un leader sicuro ma che ora si trova nelle stesse condizioni in cui era l’Unione: un’alleanza che andava da Mastella a Diliberto. Nessuno avrebbe detto – all’indomani delle elezioni del 2008 e delle stesse regionali di qualche mese fa – che avremmo letto di nuovo sui giornali di campagne acquisti per garantire i numeri a Berlusconi, come succedeva per impallinare il nostro Governo al Senato. E invece è accaduto. Questo è il vero punto.

La fine del bipolarismo.

Il fatto storico è la certificazione della fine di un ciclo politico durato 16 anni. Questa è più che una crisi di Governo. È l’incapacità di un sistema – nonostante un leader forte e numeri parlamentari rassicuranti – a esprimere maggioranze omogenee. Su questo serve un confronto di verità.

Si esce dall’impasse con un governo del presidente come lei aveva pronosticato nel suo libro “La svolta”? Qual è la difficoltà?

Che un nuovo governo lo si deve fare in accordo con Silvio Berlusconi. È lui che ha vinto le elezioni ma è evidente che il premier non sceglierà questa soluzione. La crisi dell’assetto bipolare più che operazioni di Palazzo – destinate a breve vita – o soluzioni bricolage, ci deve portare oltre. A una nuova stagione in cui si prenda atto della scomposizione del quadro attuale e si inneschi una vasta ricomposizione politica. Occorre premere il tasto reset al sistema.

Quindi la scommessa è nella scomposizione di Pdl e Pd?

Quando Fini, co-fondatore del Pdl ma anche coautore della Bossi-Fini esce dal filone della destra sui temi dell’immigrazione e scavalca parti del centro-sinistra sull’antiberlusconismo, è evidente che c’è una scomposizione irreversibile del centro-destra. Così come la candidatura di Vendola e l’annuncio di Grillo di volersi candidare alle elezioni politiche, ridisegnano già nei fatti la mappa geografica della sinistra. Il partito di Di Pietro sarà ulteriormente trascinato su posizioni estranee alla cultura di governo nella sua rincorsa al grillismo. Per il Pd, già in una condizione minoritaria, la strada del centro-sinistra si fa ancora più stretta.

Appoggerà un governo di transizione?

L’unico vero obiettivo di un governo di transizione sarebbe quello di portare il Paese a elezioni cambiando la legge elettorale. Questo è un passaggio chiave. È il premio di maggioranza introdotto nel nostro sistema ad aver creato la grande illusione di maggioranze stabili. Dunque, l’eliminazione di questo meccanismo è una priorità perchè è stato adottato come stabilizzatore dei governi e invece si è rivelato il più grande de-stabilizzatore. Ha infatti dato un’apparenza di solidità creando numeri rassicuranti in Parlamento che però si rivelano – come si vede oggi – effimeri perchè dietro non ci sono nè coalizioni nè perfino partiti omogenei. Ciascun polo continua ad avere in sè i suoi estremi che impediscono le riforme: il giustizialismo a sinistra, il leghismo secessionista a destra.

Un ritorno al proporzionale è la via?

Il modello elettorale più razionale è quello tedesco che porterebbe al massimo 5, 6 partiti in Parlamento. A quel punto le alleanze si potranno determinare solo tra chi ha cultura e capacità di governo.

È l’approdo del terzo polo con Fini, Casini, Montezemolo?

È presto per dirlo. I cambiamenti e gli assestamenti sono appena iniziati. Ma più che di un terzo polo, penso ci sia bisogno di un nuovo polo che nasca sulla base di quell’agenda delle cose difficili da fare e si candidi a diventare nei prossimi anni il primo polo del Paese, liberale e democratico. Che sia capace di segnare la discontinuità, come avviene con il nuovo governo inglese Cameron-Clegg. Due leader che non somministrano placebo al Paese ma piuttosto soluzioni sorprendenti, in discontinuità con il passato. Quello che a me interessa non è un patchwork di leader e movimenti ma trovare una alleanza che si unisca sulle cose difficili da fare. Dopo il populismo ottimistico di destra e la ricetta decotte di sinistra, immagino una forza che sappia far diventare popolari le riforme impopolari.

Se sulla mozione Caliendo ci sarà un identico comportamento dell’Api, Udc e finiani, sarà di fatto la nascita di un nuovo polo?

Domani (oggi, ndr) si riuniranno i nostri deputati per decidere. Di certo, non dovremo cadere in trappole che possano portare a un precipizio politico.

Si parla anche di un Governo Tremonti.

Non entro nel toto-candidature. Cominciamo, invece, a costruire le condizioni per questa ricomposizione di partiti e progetti politici unendo persone con tradizioni culturali diverse. È già possibile. Ora che Berlusconi è costretto a una navigazione a vista e sa che il voto lo porterebbe a una posizione peggiore – con una Lega dominus di un futuro governo, nell’ipotesi in cui tornasse a vincere – siamo già nelle condizioni di interpretare una nuova stagione. E scrivere l’agenda delle cose difficili che sono indispensabili a un Paese che non può crescere dello 0,3% all’anno. Parlo di riforme della giustizia, attenzione strategia alle Mpi – micro e piccole imprese – di programmi anti-ciclici di opere pubbliche diffuse, di liberalizzazioni.

Dov’è il difficile?

Le riforme vere sono difficili. Lo è il taglio degli aiuti a pioggia alle imprese, l’accantonamento di opere pubbliche inutili, la messa a punto di una piattaforma sulla giustizia in cui si accetta la spersonalizzazione dell’ufficio del Pm e l’abbandono delle leggi ad personam. E lo sono liberalizzazioni che incidano sulle corporazioni o la separazione della rete gas.

Il sì del suo gruppo alla riforma dell’università è una strizzata d’occhio a Berlusconi?

No, è il voto convinto a una buona riforma, che abbiamo migliorato e su cui ora occorrono le risorse per farla funzionare. È l’anticipo di una strategia che svilupperemo: non di partecipare al bricolage politico ma spingere sulla discontinuità e riforme necessarie al Paese.