Aldo Cerroni

Il sito ufficiale di Aldo Cerroni

Archivio per Settembre, 2010

Manifesto API GUIDONIA

 

L’Amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Rubeis – Catone il Censore de noantri,  così si muove:

Con delibera di Giunta n. 192 del 28 Luglio 2010 il Sindaco, che tanto predicava la trasparenza,  quando era nei banchi dell’opposizione,  ha deciso di riaffidare il servizio di riscossione dell’ICI alla stessa società amica.

Il servizio sarà riaffidato,  senza un regolare bando,  come previsto dalla vigente normativa.

La società in questione, per i pochi cittadini di Guidonia Montecelio che non lo ricordassero,  è la stessa delle famose “cartelle pazze” e degli ingiusti,  oltre che odiosi,  accertamenti sui PASSI CARRABILI, che hanno costretto tutti noi ad onerosi ricorsi, a file interminabili e a continue arrabbiature.

ECCO I MORALIZZATORI… questo è il nefasto effetto dei sepolcri imbiancati!

Meditate gente, Meditate!!!

Ad maiora

VEDUTA DI GAMLA STAN Ho voluto scrivere questo post al fine di mettere in ordine alcune riflessioni ed alcune notazioni che riporto dopo 5 giorni passati in Svezia.

Non mi dilungo sul fascino di Stoccolma e dei dintorni, che difficilmente riuscirei a rappresntare.

Voglio invece riflettere su quelli che sono i luoghi comuni relativi all’efficienza del sistema statuale in senso lato dei Paesi Scandinavi.

Innanzi tutto proprio sul fatto che siano luoghi comuni.

Questo elemento un po’ mi disturba.

Perchè dobbiamo considerare luogo comune il funzionamento dei servizi pubblici e viceversa ritenere altrettanto “comune” e scontato il non funzionamento degli stessi nella nostra povera Italia?

Perché a Stoccolma, per esemplificare, il trasporto pubblico è utilizzato con soddisfazione e con efficacia e in Italia il solo pensiero di prendere un bus, piuttosto che un treno, fa rabbrividire.

Le cause sono molteplici e non starò qui certo a dissertare sull’efficienza dei popoli nordici rispetto alla sciatteria degli Italiani e della loro Politica. Su questo ben più autorevolmente di me è stato detto.

Ciò che proprio non riesco a digerire, a mente lucida, è la superficialità con cui dalle nostre parti si affrontano, rectius non si affrontano, questi temi e la quasi assuefazione con cui si trattano le questioni. Anche la mia, aggiungo.

Esemplifico. Tornati a Fiumicino, solita attesa di più di quaranta minuti per il ritiro bagaglio. Tutti a limitarsi al rassegnato refrain sull’inefficienza dei servizi italiani. Nulla più! Svedesi attoniti e convinti, per nostra fortuna che l’evenienza sia stata casuale, unica  e non ripetitiva.

Finalmente l’amico, che era in viaggio con me, indignato ha sporto regolare reclamo e ha destato la nostra assopita coscienza civica e la necessaria indignazione,  che è l’unica risposta che possiamo dare rispetto a questo stato di cose.

L’unica possibilità,  che abbiamo a disposizione,  è tentare di riscuotere il nostro amato Paese da questo apatico e fastidioso torpore.

Sveglia… altrimenti l’Italia non ce la farà!!!

Ad maiora

Fini a Labro!

20 Settembre 2010
Notizie Nessun commento 

Riporto il link.

Dedicate 30 minuti a questa scuola di politica e di eleganza!

http://www.alleanzaxitalia.tv/webtv-labro#

Ad maiora

10 settembre, 2010 Articolo tratto da lavocedelnordestromano.it

GUIDONIA – E’ arrivata fino in Consiglio comunale ieri la protesta delle mamme di Guidonia contro il nuovo piano comunale, che vede praticamente dimezzate le fermate dello scuolabus: da ottanta a circa la metà con il taglio di quattro pulmini e doppia corsa, il primo “turno” di bimbi prende il bus alle 7. “Una cosa è certa – ha risposto il sindaco Eligio Rubeis – per portare 900 bambini a scuola sei milioni di euro in quattro anni non li butto. Non è giusto nei confronti di chi paga le tasse mantenere 75 fermate in pochi chilometri. Se ci sono miglioramenti possibili da fare a questo piano che è comunque sperimentale li faremo, ma non succederà più che si prendano gli alunni sotto casa. Stiamo pensando anche ad una cooperativa sociale incaricata proprio di portarli da casa fino alle fermate che, comunque, non superano mai la distanza di 400 metri. Allora sono disposto a riascoltare chiunque per migliorare nella consapevolezza che accontentare proprio tutti è difficile”. E ancora ha ribadito: “Parla il sindaco. Non ci saranno più gli autobus con 3 bambini a bordo. Li porteranno le mamme”. Un punto di vista difficile da digerire per i genitori che la situazione la descrivono in altri termini: “I punti di sosta sono molto distanti – spiegano – tanto che sarebbe necessario anticipare l’uscita da casa, percorrere a piedi circa 20-30 minuti di strada a passo dei bambini, subendo i disagi delle giornate di pioggia e di freddo, senza contare che i bimbi del turno delle 7 devono così essere pronti al’alba per arrivare a scuola con un’ora di anticipo. Inconcepibile”. Intanto oggi, a mezzogiorno, un coordinamento di mamme incontrerà il sindaco. Ieri in consiglio su questo argomento ha presentato una mozione l’Api in favore delle ragioni delle mamme: “Lunedì partirà un servizio sicuramente deficitario” – ha detto Filippo Lippiello -. Spero che entro quella data si possa migliorare e accolgo con piacere la disponibilità. Vedremo”.  (10 settembre 2010 – www.lavocedelnordestromano.it)

Speriamo che l’amministrazione voglia comprendere le serie ragioni dei genitori e spenda denari per garantire servizi essenziali, piuttosto che inutili cialtronerie.

Rifletto solo sulla lottizzazione ARCIONIA recentemente approvata da questa Amministrazione dissennata e penso che il medesimo problema potrebbe prodursi anche in quel comparto in un futuro non così lontano.

Ad maiora

Zagrebelsky sul “Porcellum” …lucido e consapevole come sempre!

2010090816583983

Riporto dal Sole 24 ore

LABRO – Per capire quale strada attende nei prossimi mesi la creatura di Francesco Rutelli, basterebbe partire da un piccolo ma significativo dettaglio, che segna l’ultimo giorno della kermesse di Api qui sulle montagne, strette tra il reatino e il ternano, nel borgo millenario di Labro. Un piccolo ventaglio bianco distribuito tra la gente per contrastare il caldo e che reca su uno dei lati il messaggio più importante di questa festa: “Sì al nuovo polo”. Perché quando l’ex numero uno della Margherita sale sul palco, per tracciare il bilancio della quattro giorni, che ieri ha visto arrivare anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini, è già chiaro a tutti dove voglia andare a parare: la nascita di un nuova casa comune per i moderati.

I cui confini sono subito delineati dall’ex vicepremier. «Sarà il terzo a scendere in campo – arringa Rutelli dal palco – ma ha le potenzialità per diventare il primo. In Italia, infatti, raccoglierebbe tra il 20 e il 22 per cento dei voti». Un bacino potenziale di consensi, indicato da un sondaggio, che il partito dell’ex sindaco di Roma aveva commissionato nei giorni scorsi a Ipr Marketing e che rende assai appetibile la prospettiva di un terzo polo. Di cui Rutelli ha già scritto la lista degli invitati. «Lo vogliamo fare – dice – con gli amici dell’Udc, con i quali abbiamo collaborato e continueremo a farlo».

Ma la “chiamata” è rivolta anche all’ex leader di An che oggi pomeriggio parlerà ai 10mila accorsi a Mirabello da ogni parte d’Italia. Ieri Fini ha risalito i ripidi tornanti che conducono a Labro per portare il suo saluto agli amici dell’Api e per gettare le basi di future convergenze su temi di interesse comune (le riforme innanzitutto). «Nelle cose che Fini ha detto ieri – prosegue Rutelli – noi troviamo tanti elementi comuni e crediamo che un bel pezzo di strada si sia fatto proprio qui a Labro ed è stato riconosciuto e salutato dai vostri applausi». Poi allarga lo sguardo a nuovi possibili compagni di viaggio. Parla di «forze civiche»  e ancora «dei delusi di Forza Italia, del Partito democratico e del centrosinistra che vogliono voltare pagina». E un possibile terreno di convergenza è già nero su bianco: Le proposte di legge «da sottoscrivere trasversalmente”. A partire da un primo provvedimento che propone l’accorpamento delle province. Il battesimo di questo nuovo terzo polo.  

Quindi Rutelli bacchetta il bipolarismo “che non ha funzionato in Italia” e avverte che, se si andasse ora al voto, “il primo partito sarebbe quello degli astenuti”. Poi invia un segnale chiarissimo al segretario del Pd, Pierluigi Bersani e al suo progetto di Nuovo Ulivo. «Il Pd si candida per guidare questa nuova realtà o per mediare tra le diverse forze che ne dovrebbero far parte? – si chiede provocatoriamente l’ex sindaco di Roma -. Il Pd si propone per dire le cose che a volte anche con durezza vanno dette a questi alleati o per mediare ogni volta su ogni tema, come è già successo con l’Unione, che tutti noi vogliamo lasciarci alle spalle perché non è riuscita a guidare il Paese?».  E qui scatta la stilettata al leader dell’Idv, Antonio Di Pietro. «A loro bisogna dire che non puoi più insolentire il presidente della Repubblica, perché la prossima volta che lo fai, noi non ci alleeremo mai più con te, perché gli italiani non vogliono seguire una coalizione dove c’è qualcuno che insolentisce il garante della Costituzione».