Indipendenza del Kosovo

Ieri il Primo ministro kosovaro Hashim Taci ha pronunciato la dichiarazione di indipendenza del Kosovo.
Ritengo sia un fatto positivo, che, però, come tutti i fatti intrinsecamente positivi presenta fattori di criticità estrinseca.
Il primo problema che si pone è endogeno. Come si atteggerà il nuovo Stato indipendente nei confronti delle minoranze interne e specie nei confronti di quella serba (… insomma la solita riproposizione della questione balcanica). L’altra questione è esogena: l’ulteriore frammentazione dell’universo jugoslavo sarà fattore di unita, di coesione e di pace o ancora di odii e di guerra? Penso che molto dipenderà dall’atteggiarsi nel Governo kosovaro, che avrà il pesante compito di mantenere equilibrio e sobrietà.

Queste le questioni in campo, poi ci sono i fatti. Innnazitutto le forti resistenze della Serbia che da sempre si oppone all’indipendenza della regione a maggioranza etnica albanese. Il governo serbo ha chiesto alla comunità internazionale di non riconoscere l’atto unilaterale di indipendenza, invitando il segretario generale Ban Ki Moon a ordinare l’annullamento di qualsiasi proclamazione di sorta da parte di Pristina.

Vuk Jeremic, giorni fa aveva avvertito che una dichirazione unilaterale “costituirebbe un precedente che avrebbe conseguenze nel mondo intero, portando a una cascata incontrollata di secessioni”. Il ministro serbo ha usato toni duri nei confronti del Kosovo: “Noi non riconosceremo mai l’indipendenza del Kosovo. Non adesso. Non tra un anno. Non tra dieci anni. Mai. Perchè il Kosovo e Metohija rimarranno una parte della Serbia per sempre”.

A fianco della Serbia in questo braccio di ferro con la comunità internazionale, si è immediatamente schierata la Russia, alleato storico di Belgrado. Vladimir Putin ha affermato senza mezzi termini che la dichiarazione di indipendenza unilaterale del Kosovo sarebbe “un atto immorale e contrario al diritto”, e chi la riconoscerà dovrebbe vergognarsi. Mosca ha già ricorso al Consiglio di sicurezza Onu contro la dichiarazione di indipendenza.

L’UE assume un profilo cauto poichè differenziato. I paesi connessi alla serbia e all’ex impero sovietico legati da vincoli economici alla Serbia come la Romania si sono detti contrari alla dichiarazione unilaterale di indipendenza, gli altri favorevoli.

Notizie delle ultime ore ci dicono di un’adesione della Cina alla richesta russa di un Consiglio ONU straordinario.
A mio avviso tutto questo fermento non è da prendere sottobanco. Quando si parla di Balcani è sempre meglio non sottovalutare i fenomeni (historia docet).

Ad maiora

Please follow and like us:
error