L’ottobre della nostra festa

Da ormai due anni ottobre per la comunità civica di #GuidoniaDomani significa festa, ma non una festa qualunque: la FESTA DEL DOMANI.

Quest’anno presi dall’entusiasmo per la riuscita della scorsa edizione e malgrado impegni di tutti e di ciascuno sempre più incidenti abbiamo deciso di raddoppiare l’impegno e di raddoppiare le giornate.

Nasce così la Seconda Edizione, un’edizione più ricca, allegra, divertente, per grandi e piccini e sempre nei parchi della nostra città.

Quest’anno al Parco Porzio di Collefiorito in via Rosata , 30.

Come anche nel 2018 è per la nostra comunità politica un momento di riflessione, di ragionamento, di confronto, di programmazione, di finanziamento delle attività e di incontro.

Quest’anno accanto alle consuete tavole rotonde sui temi della politica locale abbiamo deciso di dare spazio a cittadine e cittadini che avessero qualcosa da dire o da ridire, ma anche spazio alle storie ed alle eccellenze della nostra città… questo è il senso del blocco “5 minuti a testa” del 12 ottobre.

L’abbiamo costruita con lo spirito di chi ama credere nella politica:  c’è il desiderio di portare delle idee, di entusiasmarsi e di credere nella buona politica,  non nell’anti-politica, c’è il desiderio di pensare e ripensare il futuro con uno sguardo ai temi ambientali in relazione ai quali differenzieremo il più possibile i rifiuti e utilizzeremo solo plastica biodegradabile e compostabile per tutti i tre giorni di festa.

Lo stand gastronomico sarà innovativo e ricco e sarà gestito dai nostri volontari e dal CMG – Caffè solidale.

Qui trovate la locandina della festa con tutti i momenti della festa

Qui un pezzo dei Mai col germani, un monologo di Nino Taranto e un brano dei Carosello swing

…e quindi che aspettate per venirci a trovare? NON MANCATE!

Please follow and like us:
error

…un settembre di riflessione

Bentornati dalle ferie per chi le ha fatte, bentrovati per chi non ha potuto!

Dopo molto silenzio voglio dire la mia. Dopo questo caldo (!) agosto è necessario un settembre di riflessione.

Il Governo “#giallorosso” non mi piace e non è per la colorazione calcistica dello stesso, ma perché ritengo che non abbia alcun tipo di respiro politico.

Non mi piace questo governo, così come non mi piaceva il Governo “#gialloverde”.

Se il tentativo è quello di costituzionalizzare i #grillini forse ha una sua utilità, se per il #PD l’obiettivo è quello di succhiare a sinistra il #M5stelle come la #Lega lo ha fatto a destra è una decisione tattica, ma la politica è totalmente assente o è celata dietro una finzione.

Sono i governi dettati da tempi di transizione, ma certamente non sono i governi delle soluzioni e della politica e pertanto non sono Governi che amo.

L’unico dato che ritengo positivo è la parlamentarizzazione della crisi così come prescritto dalla Costituzione, fortemente voluta da #Conte. Su quest’ultimo sospendo il giudizio: mi piacciono la mitezza e la mediazione di cui è campione (le uniche che non portando alla contrapposizione permettono di fare passi avanti!), ma non ci sono uomini per tutte le stagioni e non si può essere i Premier ugualmente di un governo spiccatamente di sinistra e di un governo spiccatamente di Destra.

Non sono d’accordo con coloro che auspicavano le urne, poiché si è votato solo un anno fa e perché siamo una democrazia rappresentativa in cui votiamo Parlamentari per fare quello che non possiamo e dobbiamo fare noi, ma avrei optato per un governo istituzionale, del Presidente che traghettasse il Paese, consolidasse alcune questioni e costruisse una riforma della legge elettorale adeguata per poi portare al voto entro due anni.

La soluzione adottata non mi piace e forse non è utile per nessuno… certamente non per il riformismo di cui l’Italia ha tanto bisogno.

Per il resto #Salvini e #Zingaretti che inizialmente si erano accordati per andare al voto hanno mostrato la fallacia della loro presunta capacità politica… e forse questa è l’unica nota di colore che mi produce allegrezza.

#italiaviva

Inneggiare al cambiamento, all’idea di una società e di una politica nuove serve a poco se manca il coraggio di intraprendere fino in fondo le azioni necessarie a realizzare queste idee. Sartre diceva che noi siamo quello che facciamo. Sono le nostre azioni che ci definiscono, stare a discutere su ciò che ci piacerebbe essere serve a poco: la gente ci giudicherà per quello che abbiamo fatto. E di quello porteremo la responsabilità.

Fin dal lontano 2009 (scioglimento dell’ultima amministrazione di centro sinistra al governo della Città – #GiuntaLippiello) uscii dal #PD perché decisi che per quanto mi riguardava non volevo portare la responsabilità delle scelte che stava facendo questo partito che in larga parte non condividevo e sulle quali non avevo avuto la possibilità di incidere in alcun modo.

Da allora non entrai mai più in un partito e iniziai un percorso civico faticoso, intenso, a tratti difficile, ma che mi/ci ha dato tanta soddisfazione; da qualche anno comincia a dare i suoi frutti e ritengo sia l’unica concreta, credibile e competente opportunità per il futuro della mia/nostra #GuidoniaMontecelio.

L’Italia per molti aspetti non sta meglio. La risposta per il Paese non può venire dal populismo di destra, che è uno dei maggiori pericoli per le nostre società, in special modo nelle sue componenti xenofobe; né da una sinistra socialdemocratica, un’esperienza che ha un valore storico, ormai esaurito.

Senza la capacità della politica di guidare, mediare, unire, non saranno sufficienti l’impegno, gli sforzi, i sacrifici degli italiani che intraprendono, difendono la dignità del loro lavoro, tengono duro. Rispetto a queste essenziali priorità il PD è storicamente e politicamente inadeguato così come, in conseguenza della legge elettorale proporzionale è esaurita la necessità di una vocazione maggioritaria che annichilisce le peculiarità… e, mi si permetta, le idee.

Considero da troppo tempo il PD un fenomeno da baraccone, una sorta di uomo con 4 gambe o con tre braccia da esibire al circo come si faceva fino a cinquant’anni fa per non salutare con giubilo  e sollievo la nascita di #italiaviva.

Occorreva da anni costruire una nuova offerta politica: c’è un largo spazio di opinione insoddisfatta e di potenziali consensi per chi sappia rappresentare in modo credibile l’interesse generale e organizzare le nuove opportunità del futuro.
A questa larga parte dell’Italia va proposto un serio progetto politico democratico, liberale, popolare, di cambiamento e buongoverno inclusivo e non governato da correnti, da clientele, da ras locali e dai loro sciocchi inservienti.

Il Pd tornerà a rassicurare i militanti della sinistra e si troverà chiuso a ogni prospettiva di credibile alternativa alla destra.

Per tutto questo nasce #italiaviva e sono grato a #Renzi che si è preso una quota di rischio insieme a quanti lo hanno seguito per convincimento e con determinazione.
E’ il profilo democratico, liberale, riformatore che si potrà far vivere con molta maggiore libertà in una nuova iniziativa.

Il modello elettorale più razionale al livello nazionale è quello tedesco e lo dico da tantissimi anni, che porterebbe al massimo 5, 6 partiti in Parlamento. A quel punto le alleanze si potranno determinare solo tra chi ha cultura e capacità di governo.

Plaudo alla nascita di #italiaviva è culturalmente innovativa e a mio avviso davvero competitiva. Sono convinto che possa divenire la casa per molti moderati e riformisti e ad oggi riceverebbe il mio voto di cittadino a livello nazionale oltre che la mia simpatia.

#GuidoniaDomani ed il #Polocivico sono e continueranno ad essere la mia/nostra casa sul territorio: la casa attraverso la quale vinceremo le elezioni amministrative appena la fallimentare esperienza del Movimento 5stelle alla guida della Città si sarà esaurita. Ho sempre affermato che l’unico serio antidoto ai grillini è farli governare, solo così si denunciano i mali e le insufficienze della demagogia e del populismo e si consente ai concittadini di valutare le conseguenze di questo approccio alla realtà, che è sempre più complessa.

Anche Guidonia Montecelio, purtroppo, aveva bisogno di questa esperienza per maturarne gli anticorpi necessari.

Guidonia domani ha da poco effettuato il suo congresso che ha sancito la piattaforma politica di riferimento e la strategia futura oltre che gli organi. Il Polo Civico è nato solo due anni fa e sia in Consiglio comunale, sia in Città ha dimostrato, in questi due anni, di essere l’unica credibile e compatta alternativa, ma soprattutto l’unica prospettiva di buon governo all’orizzonte.

Tuttavia non posso non evidenziare che il mio/nostro percorso civico non è incompatibile con quello renziano poiché nelle indicazioni iniziali, è la dirigenza nazionale ad auspicare questo approccio invitando i propri quadri a candidarsi nelle civiche sui territori.

Come Guidonia domani avvieremo già avviato interlocuzioni approfondite con i comitati civici “Ritorno al Futuro” presenti sul nostro territorio, strumento attraverso i quali questo nuovo partito declinerà la propria presenza sui territori. Sono convinto che sia un lavoro da fare.

Ne parleremo nel Coordinamento del Polo Civico e rifletteremo approfonditamente.

Per il resto… Avanti così!

In questi ultimi anni nei nostri territori, ma ritengo sia un fenomeno piuttosto diffuso in tutta Italia, abbiamo assistito alla nascita ed alla crescita di progetti civici più o meno fortunati, più o meno credibili anche in Comuni di dimensioni significative; prima non accadeva!

Ritengo che un nuovo soggetto politico dovrebbe approcciare al civismo con piglio diverso e, come dire, con la necessaria “empatia”: non sono nemici e spesso hanno un orizzonte temporale non eterno.

Ciò detto penso che un soggetto politrico che sia innovativo possa porsi sia come federatore delle realtà civiche sia, forse ancora meglio, ricomprenderne alcune ed affiliarle.

Dal punto di vista pratico e relativamente alle elezioni amministrative il nuovo/eventuale soggetto potrebbe ragionare su due opzioni: 

  1. presentare le sue liste;
  2. aderire ad un progetto civico locale, sostenerlo e congelare il proprio simbolo.

Questa strategia ha diversi vantaggi politico elettorali.

Ne evidenzio alcuni:

– il nuovo soggetto sarebbe letto in molti territori come inclusivo ed innovativo;

– per alcune valide classi dirigenti civiche il nuovo soggetto potrebbe così apparire come lo sbocco naturale;

– si accrescerebbe notevolmente l’appeal elettorale sui territori.

– si catalizzerebbe una classe di amministratori spesso validi e interessanti;

– non si vanificherebbe un lavoro fatto da molti e di cui tanti vanno orgogliosi.

I progetti politici civici locali spesso sono stati frutto di una costruzione lunga, durata anni. Abbandonarla localmente per rinchiudersi in un “partito” potrebbe per molti risultare difficile, impegnativo e tatticamente sbagliato.

Nel collegio dove viviamo e che racchiude almeno 250.000 abitanti molti comuni sono amministrati da realtà civiche, in alcuni casi perché piccoli comuni, ma in altri dietro il civismo si nasconde il tentativo di molti di “rottamare” le classi dirigenti dei partiti di provenienza incapaci di rinnovamento e di prospettiva e generare “un buon governo” per le comunità locali senza condizionamenti sovracomunali.

Questa è la strada, a mio avviso e sono certo che la natura del nostro Polo Civico saprà adattarsi alla realtà e contribuire a plasmarla.

Sul tema qui trovate il pezzo della Petrini su Dentro Magazine.

#GuidoniaMontecelio

Nulla di nuovo sotto il sole. Amministrazione pessima ed inadeguata, città abbandonata, opposizione (anche la nostra!) in difficoltà a causa della assoluta mancanza di iniziative della maggioranza a cui opporsi.

Qualche iniziativa spontanea nei quartieri, testimonianza che la Città è viva e prova a reagire. Ne sono un esempio l’ottimo lavoro della rinnovata #Proloco #Guidonia, la bella riuscita dell’iniziativa voluta dall’associazione #Ricrea e #Associazionecommercianti a #Villalba, le buone iniziativa di pulizia e decoro urbano avviate dai cittadini di #marcosimone, l’ottima iniziativa organizzata dal #ComitatoEventiinsiemePerVillanova a #Villanova.

Per il resto purtroppo la Città, che reagisce, si sta abituando all’andazzo, ad avere un Comune sordo e cieco, inefficiente ed insufficiente e forse ci stiamo abituando ad essere indignati.

Della scarsa prontezza dei nostri amministratori sono testimonianza tantissime cose che ci riaccolgono al ritorno dalle ferie:

  • degrado urbano;
  • erba incolta sui marciapiedi ed a lato delle strade;
  • città sporca e discariche non bonificate lungo le strade;
  • delegazioni ancora chiuse (#Colleverde/Montecelio/Villanova);
  • vicenda pasto da casa;
  • vicenda scuolabus;
  • vicenda manutenzione plessi scolastici;
  • vicenda faldoni scomparsi (qui l’articolo de “Il Tiburno”);
  • controllo del territorio inesistente;
  • procedure amministrative sbagliate;
  • servizi sociali allo sbando;

Ragionando ieri con un amico davanti ad una pinsa… mi sollecitava fraternamente ad un rilancio dell’attività di opposizione non solo in palzzo Guidoni, ma in Città, forse ha ragione…!

Vogliamo riiniziare a partire dalla “Seconda festa del Domani” che la mia/nostra lista civica sta organizzando a Collefiorito dall’11 al 13 ottobre 2019 su cui presto vi darò particolari e programma.

Un piccolo inciso. Il Consiglio comunale bene ha fatto ad intitolare la piscina pubblica di colleverde a #GigiMarini. Una comunità ed un’identità si costruiscono anche intorno alla memoria di chi ha amato e si è speso per il posto in cui è nato: questo era Gigi!

Vi lascio, in chiusura, con un ottimo pezzo… poiché, finalmente questa estate è uscito, dopo 13 anni, il nuovo album dei TOOL, una bella avventura!

Buona ascolto!

Ad maiora… e non perdete il nuovo di Tarantino!

Please follow and like us:
error

A passo di gambero

…il PD

Al di là del giudizio sull’uomo e su quello che potrà o non potrà fare ritengo che il PD a guida Zingaretti certifichi il superamento della vocazione maggioritaria del Pd ed il tentativo, sia chiaro, legittimo, di riscrivere il futuro della sinistra italiana su stilemi tradizionali e secondo categorie novecentesche.

Se così fosse, non sono interessato!

Non so se tale impostazione sia cosciente o sia semplicemente frutto dell’adattamento darwiniano del sistema alla nuova legge elettorale, ma certamente un PD che stranamente assomiglia sempre più al PDS non è la mia casa. Il Pd a trazione renziana era per i pochi/tanti che la pensano come chi scrive, estremamente intrigante e certamente attrattivo. Non certamente questo PD, che forse avrà il merito di ricucire la diaspora e le fratture a sinistra, ma certamente non è coinvolgente e potabile per i riformisti ed i moderati.

Urge la creazione di un soggetto che copra uno spazio politico esistente e oggi non adeguatamente rappresentato, che dia speranza di governo e non destini il centro sinistra ad un ruolo minoritario di autocommiserazione e marginale. Serve, insomma, la rappresentazione politica di istanze culturali, che abbiano obiettivi di governo e non solo di rappresentanza di porzioni di Paese, che provino ad incidere sulla storia… e non osservare, opponendosi, che la facoltà di incidere venga affidata ad altri.

Spero che i comitati civici “Ritorno al futuro” abbiano questa funzione. Ed è per questo che da civico non iscritto a nessun partito ho deciso di aderire a quello promosso a Guidonia dall’amico Ing. Antonio De Leo, qui  il profilo fb ufficiale. Sono ora come allora convinto che l’unico leader con una visione che la mia generazione abbia prodotto al centro, a sinistra, come destra sia Matteo Renzi e che nelle sue mani scorrerà ancora molta della storia prossima dell’Italia.

Insomma il centro sinistra torna indietro… con più soggetti a costruire il campo riformista, ma non è detto necessariamente che sia un male, come non ritengo un male un’ulteriore spinta legislativa verso un proporzionale sempre più simile a quello tedesco… ma io sono un nostalgico! (qui da Wikipedia come funziona il sistema elettorale tedesco).

…l’Italia

Sul fatto che l’Italia sia in recessione, ormai nessuno prova più a sollevare dubbi. E che non si tratti solo di un fatto statistico, di una recessione “tecnica” (calo del Pil per due trimestri consecutivi) è purtroppo provato dai dati negativi sull’export e da quelli disastrosi sul prodotto industriale e sugli ordini.

Se la maggior parte dei cittadini non avverte ancora il problema è perché, proprio come nel 2007-2009, l’occupazione è uno degli ultimi anelli della catena di trasmissione della crisi. Prima che l’occupazione ne risenta in modo apprezzabile devono entrare in crisi la produzione, gli scambi, la borsa, il mercato dei titoli di Stato, e soprattutto il credito alle imprese, la cui stretta è la vera anticamera di fallimenti e licenziamenti.

L’anno 2019 non sarà affatto “bellissimo” (come avventatamente pronosticato dal premier Conte), non è solo perché Trump ha dichiarato guerra (commerciale) alla Cina e al resto del mondo, o perché l’Europa sta rallentando la sua crescita. No, se ci aspettano tempi difficili è anche, anzi soprattutto, per causa nostra.

Ma “nostra” di chi? La risposta non è facile e non è solo colpa del governo giallo – verde che però è VITTIMA delle promesse roboanti della scorsa campagna elettorale e ha la colpa di aver varato due provvedimenti assistenziali (Quota 100 e Reddito di cittadinanza), anziché concentrare tutte le risorse disponibili su misure capaci di stimolare l’economia, come investimenti pubblici e sgravi fiscali ai produttori.

Il DEF in discussione in questi giorni certifica questo arretramento e nasconde (…chiaramente dopo le elezioni europee!) tante brutte sorprese. Nel documento ci sono tagli all’università, ai pendolari, al sociale. “Ne vedremo delle… brutte nei prossimi mesi”

Ma è una risposta troppo facile, per tanti motivi.

Ma che cosa abbiamo fatto noi, nel quadriennio (relativamente) felice 2014-2017? Anziché procedere risolutamente verso il pareggio di bilancio, lo abbiamo rimandato di anno in anno, ogni volta chiedendo flessibilità e promettendo che “poi” avremmo provveduto. Così lo stock del debito è cresciuto, il rapporto debito/pil è rimasto sostanzialmente invariato, e la flessibilità strappata all’Europa (allora assai meno arcigna di oggi) è stata spesa in misura preponderante per acquisire consenso: bonus 80 euro per i lavoratori dipendenti, bonus ai diciottenni, bonus bebé, stanziamenti per l’accoglienza dei migranti.

Finché non avremo il coraggio di affrontare i problemi al di là del consenso (come fece il vituperato governo Monti!) a viso aperto, potremo anche crescere di qualche decimale in più o in meno a seconda di quanto lungimirante è chi ci governa, ma non eviteremo di restare quello che siamo diventati dalla metà degli anni ‘90: un paese che precipita quando gli altri cadono, e ristagna quando gli altri crescono.

…Guidonia Montecelio

E’ pessimo invece il passo di gambero che continua a fare la mia/nostra amata Guidonia Montecelio. Malgrado i tentativi dei nostri consiglieri di incalzare e di suggerire percorsi virtuosi all’amministrazione comunale, non ci sono segnali di vita o per lo meno di inversione di tendenza rispetto agli ultimi due anni. Il nulla pneumatico.

Sui temi caldi non si ottengono i risultati e sul resto la Città (ahimè!) vive il consueto stato di abbandono a cui siamo tristemente abituati. Il #cambiamento non c’è e semmai è un cambiamento in peggio.

Notizia di questi giorni che potrebbero essere chiusi i posti di polizia municipale delle frazioni e le stesse delegazioni… una scelta sbagliata e che impone ulteriore distanza fra Istituzioni e cittadini, una distanza che (…ironia della sorte!) viene ampliata da chi (pur più volte avvertito circa lo stato dell’arte) rincorre i problemi senza anticiparli e che ha come obiettivo finale della propria azione politica la “fantomatica” democrazia diretta.

Molte le questioni aperte, i tavoli emergenziali voluti dal Sindaco e mai chiusi, le crisi in atto. Fra tutte ho segnalato in questo post la questione grave della macchina amministrativa dell’Ente.

Vi segnalo, spigolature dai social, alcuni pensieri sparsi:

Ad maiora… e con l’occasione a tutti e ciascuno BUONA PASQUA!

Please follow and like us:
error

Grisù il pompiere

#Pompei… una buona notizia

Aprire l’anno con cattive notizie è sempre pessimo… e forse porta anche un po’ sfiga (!)

Per nostra fortuna qualche buona notizia c’è sempre. Eccone una: il Sovrintendente di Pompei Osanna ha presentato il restauro della Schola Armaturarum, meglio nota come casa dei Gladiatori. Fino a qualche anno fa Pompei faceva notizia in tutto il mondo per i crolli, ora supera tutti in record di visitatori.

Che bello e bravi coloro che hanno contribuito!

Legge di Bilancio

Non si può ingannare tutti per sempre. L’ho già detto nella precedente newsletter cosa penso di questa legge di bilancio… Ma è giusto che il Governo faccia la sua legge e che governi!

Nel frattempo la contrapposizione con l’Europa e l’innalzamento dello spread ci sono costati un miliardo e settecento milioni di euro di maggiore spesa per interessi nel solo terzo trimestre 2018… la scrivo in numeri la cifra, in modo che sia più chiara 1.700.000.000€

Un po’ di più (sic!)… di quello che Di Maio ha risparmiato andando in Cina in class economy sull’aereo piuttosto che nella buisness! La demagogia sulle spese della politica spesso produce mostri ed aberrazioni e altrettanto spesso basta leggere la realtà per quella che è senza partigianerie o dietrologie o più semplicemente in modo preconcetto.

Sindaci e Decreto Sicurezza

Secondo me il decreto sicurezza è proprio fatto male e pone in capo ai Comuni (chi ha fatto l’amministratore lo può sapere!) dei problemi, forse insormontabili; tuttavia le leggi si rispettano! Salvini tre anni fa invitava alla disobbedienza civile contro le leggi dei Governi precedenti sui diritti civili, sul canone Rai e su molto altro e sbagliava! Le leggi si rispettano e i Sindaci (De Magistris e Orlando in primis) sbagliano altrettanto!

Sul tema qui trovate un’interessante intervista di Pier Ferdinando Casini

#salvabanche e #novax

In un interessante editoriale su il tempo, Franco Bechis racconta come, in una riunione straordinaria del consiglio dei ministri di ieri di soli 10 minuti, sia stato varato il salvabanche del cambiamento.

In sostanza il medesimo provvedimento dei Governi Renzi e Gentiloni a favore di MPS e Banche Venete… unica differenza all’epoca ci vollero 25 minuti questa volta solo 10, indubbiamente il nuovo Governo è più veloce.

Oggi come allora ritengo che il provvedimento sia necessario e perfino giusto!

Quello che non trovo assolutamente decoroso è che #lega e #5stelle fino a ieri abbiano aspramente condannato i decreti salva banche dei precedenti governi e oggi facciano esattamente lo stesso… senza nemmeno un po’ di inventiva, ma soprattutto senza accettare con la necessaria onestà intellettuale la verità e cioè “C’eravamo sbagliati… la realtà e le condizioni a contorno sono altre”.

Qui il mio post sulla questione

Lo stesso “C’eravamo sbagliati… la realtà e le condizioni a contorno sono altre” che il comico Beppe Grillo non ha saputo e riuscito a dire quando – come è giusto – ha sottoscritto il manifesto di Burioni e Silvestri a favore dei vaccini e della scienza.

Anche questa è una buona cosa e solo gli stolti non cambiano idea, ma è paradossale che nel 2019 l’adesione a un appello sull’importanza della scienza diventi una notizia? E’ incredibile, ma questo è il mondo in cui viviamo

La piazza è una cosa la responsabilità di governo un’altra… servirebbe ricordarlo a noi tutti e forse questi evidenti e chiari dietrofront sono l’inizio di un nuovo rinascimento e la fine di questo medioevo social in cui siamo piombati negli ultimi anni!

#A24

Da un anno sono a fianco dei valorosi Sindaci di #Lazio e #Abruzzo impegnati contro il caro pedaggi #A24 e A25 che impedisce ogni possibilità di rilancio di territori a rischio spopolamento.

Su queste pagine ho più volte trattato il tema e sostenuto le posizioni proposte dai primi cittadini

Qui trovate un video della scorsa campagna elettorale sul tema.

Il 1 gennaio come già annunciato da #StradadeiParchi ci doveva essere un rincaro del 18/19%, che risarcisse del mancato rincaro 2018 e di quello previsto per il 2019

Una situazione imbarazzante e grave a cui le istituzioni superiori non danno risposte se non l’assordante silenzio del Ministero dei Trasporti e la totale indifferenza agli appelli e alle richieste di incontro del Ministro #Toninelli,

I Sindaci non si sono fermati e hanno danno appuntamento il 31 dicembre 2018 alle 9 al casello dell’Aquila. La loro protesta ha avuto effetto… insieme al mancato accordo MIT – Anas e i rincari sono stati opportunamente sospesi

Riporto il comunicato, che sottoscrivo e condivido:

Il congelamento della tariffa è solo il primo obiettivo della mobilitazione; si chiede la rivisitazione della tariffa a partire dalla declassificazione da autostrada Montana a normale almeno fino al casello di Vicovaro-Mandela e si chiede inoltre di far pagare dalla Barriera Roma Est e non dal Verano.

Nel 2019 continuerà l’impegno verso questi obiettivi per migliorare la situazione di territori montani e della loro popolazione

Io sto con loro… e spero che li sosterremo in tanti.

Il Comune di #GuidoniaMontecelio formalmente presente, ma da sempre grande assente nella lotta contro il Ministro #5stelle continua a non sostenere il territorio e i propri cittadini nel silenzio, ormai assordante, del deputato del Collegio On. Cubeddu (chi l’ha visto!), che solerte sostiene le politiche del suo governo, ma è sparito dal territorio in cui forse non è mai stato!

Ritengo che i concittadini del collegio abbiano fatto un errore nell’accordare a Lui la propria fiducia… ma il voto è sacro e si rispetta.

Qui un mio post sul tema e quello opportunamente polemico del Sindaco Fulvio Proietti un valente e capace Sindaco di un Comune “difficile” e spesso abbandonato #RoccaCanterano

#GuidoniaMontecelio

1.

Di un paio di giorni fa la notizia della scomparsa di Paolo Paoloni (il mega direttore di tanti Fantozzi…). Fu un attore sobrio, elegante e colto.

Non molti lo sanno, ma era un cittadino di #guidoniamontecelio precisamente di Parco Azzurro e fu profondamente legato al suo lavoro ed al territorio che lo ospitava divenendo ispiratore, protagonista e mentore di molte compagnie dilettantistiche di Colleverde, un assoluto e appassionato protagonista della cultura e del teatro del territorio.

Alle ultime elezioni amministrative aveva scelto me fra i candidati Sindaco e mi aveva detto con determinazione “non pensi che il fatto che sia anziano significhi che non l’aiuteró a migliorare questa nostra città”

2.

Ho chiuso un complesso 2018… con un paio di buone notizie!

Nonostante tutto e tutti le nostre comunità locali, le nostre associazioni, i nostri comitati si organizzano.

Fra le tante iniziative di questo periodo voglio segnalarne una in particolare (non se la prendano gli altri, ma ne cito una per citarle tutte!): il bellissimo Presepe vivente allestito al #parcodinella a #villalba dal #CentroMariaGargani, #CMG, che trasmette semplicità, passione e calore…

La comunità ha allestito il presepe addirittura per tre giornate il 26 ed il 30 dicembre ed il 6 gennaio: tanto lavoro, tanto impegno e stanchezza, ma la giusta passione. Un’ eccellenza del nostro territorio oltre che un servizio ai nostri disabili

Le nostre comunità sono vive e questa è una buona storia… da raccontare anche per tutto il 2019.

Ne abbiamo un altro esempio: Le luminarie offerte dai commercianti di #Villanova, a #Villalba e a #Colleverde, che ci hanno permesso di vivere un Natale illuminato…e piacevole oltre all’impegno pluriennale dell’associazione prolabotte che ha fatto la stessa cosa a LaBotte

Un’attività che costa denaro e fatica specie in un periodo di serie difficoltà per il commercio e specie quando un’amministrazione comunale, che dovrebbe semplificare, rende ogni cosa più complicata.

Il plauso mio e della nostra comunità civica a chi lavora per il territorio!

Qui e qui i miei post.

3.

Ho letto un comunicato del Sindaco #Barbet che non solo accomuna la Sua/Nostra Guidonia Montecelio ad Ostia sotto il profilo della presenza organica e sistemica della criminalità organizzata senza fornire alcun elemento concreto, ma presenta un report sulle mafie che riguarda il nostro territorio, incuriosito sono andato a leggere per capire se parole tanto gravi e serie rivolte alla Città avessero un fondamento…

… il report invece si è rivelato un materiale inadatto, insufficiente, che mette insieme, senza una logica, articoli di giornale, rinvii e cose del genere come se si potesse fare un’opera seria di ricerca “googlando” i termini, ma soprattutto è un lavoro che confonde la diceria, con la verità giudiziaria e con le illazioni politiche.

Un minestrone pericoloso, un pessimo lavoro… spero solo che sia stato fatto gratis e certamente fa un cattivo servizio alla nostra Città forse non bella, ma tanto amata.

Qui un interessante articolo tratto dal blog www.elisabettaaniballi.com

4.

I nostri Consiglieri comunali hanno opportunamente emesso un comunicato. Ne riporto fedelmente il testo: “ Polo Civico: “Il Comune e le liti temerarie, continuano a spendere soldi per atti e ricorsi inutili e dannosi”

E sono tre, tre procedimenti legali intentati e persi dall’Amministrazione comunale. Prima è stata la volta del cimitero e della demolizione dei loculi bocciata dal Tar, poi la vicenda cave ed ora la questione del campo di Villanova e del Villalba Calcio a cui il Tribunale amministrativo ha dato ragione. La giunta Barbet ha inanellato una serie importante di bocciature.

“Su tutti questi argomenti – hanno commentato i consiglieri comunali del Polo Civico, Mario Proietti, Mario Valeri e Mauro De Santis – avevamo avvertito l’amministrazione degli sbagli che stavano commettendo e dei rischi a cui andavano incontro. Hanno voluto proseguire ed ora i cittadini di Guidonia Montecelio pagheranno gli errori commessi dal Sindaco e dai 5Stelle. Chiederemo al Sindaco di quantificare le spese sostenute e poi vorremo che siano verificati gli estremi di questi procedimenti per capire se ci sono gli estremi per rivalersi sui dirigenti per queste liti temerarie”.

“I 5Stelle continuano a dirci che le casse del comune sono vuote – proseguono i consiglieri del Polo Civico – eppure hanno deciso di prendere strade che sono costate alle collettività. Soldi che sarebbero potuti essere impegnati in servizi più proficui ed utili per la collettività. Vorremmo che Barbet e la sua squadra facessero tesoro di queste esperienze e per il futuro prendessero le decisioni con maggiori attenzioni”.

La politica dell’attuale amministrazione sta producendo danni indicibili ad una Città già ferita e disumanizzata. E’ evidente che il percorso è destinato a fallire e l’esperienza di questa amministrazione non sia destinata a ripetersi alle prossime elezioni.

La capacità e l’incapacità hanno plastica rappresentazione nel rapporto fra la gestione del Comune di Tivoli e quella del comune di Guidonia Montecelio

Spero solo che chi governerà dopo non trovi solo un cumulo di macerie!

Ad maiora

P.s. sono stati giorni difficili regalo a tutti un pezzo di Rino Gaetano che parla anche della fatica di governare…

…GIGI… lo sapeva bene! Ciao

Please follow and like us:
error

Ulisse e Polifemo…

Sarà un articolo un po’ lungo, ma è tanto (troppo) che non ci si sente su queste pagine e pertanto ho necessità di dire la mia su alcune questioni.
D’altra parte queste pagine sono dedicate agli affezionati, agli amici, ai sognatori e pertanto QUESTI certamente troveranno il tempo di leggere le mie farneticherie.

GOVERNO: lo SPREAD a 340 e il MURO della UE.

1. Non entro nel merito degli scontri verbali (Salvini, Juncker, Di Maio, Moscovici).
Invece osservo che lo spread a 340 euro (ad esempio il 19 ott) è il frutto del vuoto dirigenziale del MEF e della impreparazione professionale di DI MAIO e SALVINI.
2. Secondo la scienza delle finanze:
a) il debito pubblico nasce come alternativa ad un’imposta straordinaria (una sola volta).
b) il debito va pagato mediante una imposta ordinaria annuale, pari alla rata di ammortamento, oppure mediante una percentuale del gettito fiscale.
3. In Italia non si fa più così (ossia come al punto b). Da molti anni il debito viene pagato con nuovo debito, e questo espone lo Stato italiano alle altalene dello spread.
4. Esporsi allo spread vuole dire sollevare un problema monetario, di competenza della BCE, e dunque della UE.
Conclusione: se l’Italia si trova esposta alla corda al collo, è solo perché non affronta il pagamento del debito mediante il potere fiscale (punto b).
L’Italia ha perduto il potere monetario, ma non quello fiscale. Questo è l’espressione massima della sovranità dello Stato.
Ad es. es. in casi estremi, lo Stato potrebbe (in via eccezionale, all’occorrenza, una volta, ma poi rimettere le cose come stavano) aumentare l’IRPEF, di qualche punto, per tutte le classi di reddito (escluse, magari quelle con reddito basso) per trovare i soldi mancanti (dunque, non sul mercato finanziario).
In pratica, in luogo di emettere BTP che sarebbero sottoscritti dalle classi di reddito medio-alte, si tratta di chiedere a loro i medesimi soldi mediante un prelievo fiscale definitivo (ossia senza restituzione).
Dunque, Salvini (anziché farci vergognare tutti per le male parole verso MOSCOVICI) veda di attivare il potere fiscale, contro lo spread se proprio vuole combinare qualcosa di concreto.
Dico a SALVINI, perché con TRIA e con la burocrazia MEF non ci capisco più niente.
Il Governo oggi sembra intenzionato a fare marcia indietro sulla manovra almeno parzialmente.
Speriamo sia vero! Il loro assurdo braccio di ferro è costato al sistema Italia più di 300 miliardi di euro. E naturalmente nessuno parla più di Flat Tax e delle altre amenità su cui hanno vinto la campagna elettorale.
Sintetizzo: Vincono barando e governano aumentando la povertà dell’Italia.

TAV e termovalorizzatori
Si sblocchi subito la TAV visto che ogni giorno di ritardo ci costerà milioni di euro e il rischio di perdere i finanziamenti europei.
Si facciano il Terzo Valico e la Gronda a Genova, quest’ultima senza costi per il bilancio pubblico. Ogni giorno che passa per Genova è un disastro. Si è pefino dimessa anche la Commissaria per il Terzo Valico.
Si facciano le opere bloccate a cominciare dalle tramvie/metropolitane e dagli aeroporti, infrastrutture strategiche per la qualità della vita e per la capacità di attrarre investitori.
Non si deve demonizzare i termovalorizzatori, così come non si deve inneggiare ad essi. Se il dibattito è questo, diviene ideologico e come tale sterile. Un dato è certo. In Italia i termovalorizzatori (specie al centro sud) sono pochi, mentre le discariche ancora troppe. Vi è un dato ancora più grave. Il Lazio (quello del decantato modello Lazio!) esporta la maggior parte dei rifiuti.
Giustamente qualcuno più autorevolmente di me ha recentemente affermato “o si va in discarica o si esporta incenerimento in altri paesi o in altre regioni, magari senza dirlo troppo a voce alta, trasformando rifiuti urbani in speciali. Perché questa ipocrisia è evidente a chiunque faccia due conti? Semplice, perché la comunicazione politica ha individuato l’incenerimento come facile capro espiatorio, come elemento simbolico da gettare in pasto ad una opinione pubblica impaurita. Se seguisse un ragionamento razionale promuoverebbe il riciclaggio, punterebbe a «discarica zero» e individuerebbe un numero ragionevole di impianti di termovalorizzazione”
Non è tempo di demagogia e battaglie identitarie non basate su fatti reali, è tempo di decisioni serie e concrete.
Sul nostro TMB nulla si sa. Né parte, né viene demolito, nel frattempo la città non guadagna e paga per conferire rifiuti, la discarica non viene bonificata e l’immobile non viene né requisito, né abbattutto.
Io lo farei partire solo per il quadrante NORD EST, l’ho detto e forse ho perso per questo le elezioni, Barbet ed il PD volevano eliminarlo. Che il Sindaco lo faccia ad esempio annullando la concessione edilizia.
Lo può fare, ma non lo fa… come non fa tutto il resto!

LA POVERTA’… specie quella dei MINORI
Uno studio di openpolis

ci certifica e chiarisce quale è la vera priorità del nostro Paese e ritengo che senza fra ripartire le infrastrutture, modernizzare il paese, abbassare la pressione fiscale ed incentivare le imprese non ci sia modo di fronteggiarla… certamente no con il vergognoso ed immorale “reddito di cittadinanza”.
Nel corso dell’ultimo decennio, a causa della crisi economica, le condizioni materiali di una parte importante della popolazione sono peggiorate. Nel 2005 si trovava in povertà assoluta il 3,3% dei residenti in Italia. Dodici anni più tardi, nel 2017, questa quota è più che raddoppiata, e ha raggiunto l’8,4%.
Sono considerate in povertà assoluta le famiglie e le persone che non possono permettersi le spese minime per condurre una vita accettabile. Vai a “Che cos’è la povertà assoluta”
Una tendenza che purtroppo non ha risparmiato bambini e adolescenti. Anzi, l’incidenza della povertà assoluta è più alta proprio tra i minori di 18 anni.
12% di bambini e adolescenti in povertà assoluta

ASIA BIBI
Asia Bibi è una donna cristiana del Pakistan, mamma di cinque bambini, condannata all’impiccagione per blasfemia. Asia è stata recentemente assolta ma non può lasciare il Pakistan perché è ostaggio dei gruppi di fondamentalisti islamici che la vogliono di nuovo in carcere. In Italia la storia di Asia è diventata la storia di tutti: da destra a sinistra sono tanti quelli che chiedono di poter aiutare questa mamma. Firma anche tu, aiutiamo Asia e i suoi bambini.

Caso Cappato


La #Consulta nell’udienza del 24 ottobre, non ha preso una posizione sulla legittimità costituzionale dell’art. 580 c.p. (istigazione o aiuto al suicidio) sollevata nel procedimento a carico di #MarcoCappato nella vicenda #DJFabo.
Con uno stringato comunicato stampa il giudice costituzionale rende noto di aver rinviato il #processo.
Lo scorso febbraio, la Corte di Assise di Milano ha ritenuto di dover sollevare questione di legittimità
dell’art. 580 c.p. nella parte in cui incrimina le condotte di aiuto al suicidio in alternativa alle condotte di istigazione e, quindi, a
prescindere dal loro contributo alla determinazione o rafforzamento del proposito di suicidio e prevede che le condotte di agevolazione dell’esecuzione del suicidio, che non incidano sul processo deliberativo dell’aspirante suicida, siano sanzionabili con la pena della reclusione da 5
a 10 anni, senza distinzione rispetto alle condotte di istigazione.
La Corte Costituzionale ha rilevato che l’attuale assetto normativo concernente il fine vita lascia prive di
adeguata tutela determinate situazioni costituzionalmente meritevoli di protezione e da bilanciare con
altri beni costituzionalmente rilevanti e ha così deciso di rinviare la trattazione della questione per consentire in primo luogo al Parlamento di intervenire con un’appropriata disciplina.
Il rapporto etica-diritto non è mai facile, ma poter decidere del proprio destino rimane un diritto di tutti.
Ora la parola al #Parlamento… sperando che non si sottragga!

L’incidente della nave “Aquarius” nelle sabbie mobili del diritto internazionale e del diritto UE (una veloce analisi giuridica… per chi ha tempo e voglia)


Nella prima decade del mese di giugno 2018, oltre 600 persone, i migranti provenienti gran parte dall’Africa del nord, sono state soccorse da navi stracolme nelle acque centrali del Mediterraneo, nelle operazioni di soccorso e ricerca – c.d. operazione SAR, che pone a carico delle Parti il vincolo di prestare assistenza agli individui in pericolo in mare – poste in atto dalle imbarcazioni delle organizzazioni non governative e dalla marina militare italiana. Il governo italiano, presieduto dal presunto Primo Ministro Conte, in concerto con il Ministero degli Interni e quello delle infrastrutture, disponeva la chiusura dei porti e ordinava all’imbarcazione Aquarius di non entrare nel territorio italiano. Il governo di Malta, a sua volta, come asserito sempre dal suo Premier, stava agendo nel piano rispetto al diritto internazionale.
Com’è ben noto ai tanti studiosi del diritto internazionale del mare, i mari e gli oceani sono divisi in contesti regionali e di soccorso per ciascuno dei quali uno Stato costiero ha la piena responsabilità. La Convenzione di Amburgo sulla ricerca e il salvataggio marittimo – Convenzione SAR. Va aggiunto, inoltre, che la Convenzione del 1979 impone agli Stati contraenti di adottare ogni necessaria misura al fine di fornire adeguati servizi, per l’appunto, di ricerca e salvataggio di individui in pericolo in mare, costituendo appositi centri di coordinamento e di soccorso. Ancora, devono garantire che il coordinamento e la cooperazione avvengano al fine di procedere allo sbarco di persone salvate in un luogo sicuro.
L’Italia aveva colmato già de facto questa lacuna, coordinando eventi SAR nella regione di soccorso e ricerca libica. Gli Stati, in acque internazionali o mare aperto, che non può essere sottoposto alla sovranità di alcuna entità statale, possono esercitare la giurisdizione nel momento in cui gli organi statali erano fisicamente presenti a un particolare incidente e, in tal modo, esercitano il controllo effettivo sui migranti richiedenti protezione.
Determinare l’ambito giurisdizionale dei diritti dell’essere umano comporta una certa complessità, nel momento in cui gli organi ufficiali dello Stato costiero non sono e sul piano personale e sul piano concreto nella zona delle acque internazionali, dove maggiormente è tangibile e presente il pericolo. Una vicenda a cui è possibile entrare sia a titolo di esempio sia in modo minuzioso concerne la sentenza Women on Waves. Portogallo del 3 febbraio 2009, emessa dalla Corte EDU, che ha espresso alcune questioni di diritto in particolar modo in merito alla libertà di navigazione, classica problematica del diritto internazionale del mare.
Difatti, la Corte EDU ha considerato che l’invio da parte delle autorità del Portogallo di una nave da guerra che, operando fuori dalle proprie acque territoriali, avesse ostacolato alla nave ONG di poter fare ingresso nel mare territoriale dello Stato, comportasse una violazione delle disposizioni sostanziali della Convenzione EDU. Questo Memorandum, sulla cooperazione nel campo dello sviluppo, del contrasto all’immigrazione illegale, al traffico di esseri umani e via discorrendo, è stato firmato a Roma il 2 febbraio 2017, dal Primo Ministro Paolo Gentiloni e da Fayez Mustafa Serraj, capo del governo di riconciliazione nazionale. L’esempio tipico è possibile evincerlo da quello che è accaduto il 6 novembre del 2017, quando un motoscafo con i migranti a bordo in difficoltà, prima della costa libica, è stato intercettato simultaneamente dalla guardia costiera libica e da una nave di salvataggio dell’ONG tedesca Sea-Watch. Almeno 20 persone, fra cui due bambini, persero la vita durante un controverso salvataggio che aveva visto fronteggiarsi la Guardia costiera libica, addestrata e finanziata dal governo italiano, e la nave di soccorso della ONG tedesca Sea-Watch.
I migranti sono stati riportati in Libia su una motovedetta donata dall’Italia in ossequio al Memorandum d’intesa firmato dai due Paesi nel febbraio del 2017. Proprio in conseguenza di quell’accordo, secondo i ricorrenti, il governo italiano ha supportato e coordinato l’intervento libico in mare nella gestione dei flussi migratori. L’insuccesso dell’Italia, come pure di Malta, di offrire un place of safety ossia un rifugio che sia provvisto di ogni dovuta sicurezza all’imbarcazione Aquarius è stato deplorevole, come minimo, ma non necessariamente illegale.
Il modo in cui l’incidente dell’Aquarius si è svolto è emblematico della penuria di solidarietà tra gli Stati membri dell’UE nell’affrontare l’arrivo delle persone che migrano verso luoghi più sicuri. La vicenda dell’imbarcazione Aquarius può essere un promemoria delle potenziali conseguenze che ha cagionato l’assenza del «principio di solidarietà» e «equa tripartizione» tra gli Stati membri dell’UE, che implica che ogniqualvolta necessario gli atti dell’UE prevedano misure appropriate.
2. L’Italia e i suoi porti chiusi in contrasto con le norme di diritto internazionale?
Il rifiuto del governo italiano ha suscitato una serie di dure critiche sia da alcuni Stati membri dell’UE , sia dalla dottrina internazionalistica . Infatti l’art. 98 della Convenzione Cnudm che così dispone: «1. Ogni Stato deve esigere che il comandante di una nave che batte la sua bandiera, nella misura in cui gli sia possibile adempiere senza mettere a repentaglio la nave, l’equipaggio o i passeggeri: a) presti soccorso a chiunque sia trovato in mare in condizioni di pericolo; b) proceda quanto più velocemente è possibile al soccorso delle persone in pericolo, se viene a conoscenza del loro bisogno di aiuto, nella misura in cui ci si può ragionevolmente aspettare da lui tale iniziativa; c) presti soccorso, in caso di collisione, all’altra nave, al suo equipaggio e ai suoi passeggeri e, quando è possibile, comunichi all’altra nave il nome della propria e il porto presso cui essa è immatricolata, e qual èil porto più vicino presso cui far scalo»
Chiaramente, l’obbligo di prestare soccorso non è assoluto, ma è condizionato dalla circostanza che la nave soccorritrice, il suo equipaggio e i suoi passeggeri non siano posti in pericolo . Lo status di pericolo viene di solito reclamato da navi nel mare territoriale dello Stato costiero e non in mare aperto, come era per l’imbarcazione Aquarius, tuttavia è plausibile la ragione che tale diritto valga pure per le navi che si trovano al largo delle acque internazionali. Il nocciolo della questione, certamente, è intendere se la nave Aquarius fosse concretamente nell’ambito del reale pericolo. Per comprendere ciò, è sufficiente la lettura della Convenzione internazionale sulla ricerca ed il salvataggio marittimo – Convenzione SAR o di Amburgo del 1979 – dove viene enunciata l’espressione fase di pericolo che è definita «quale situazione nella quale vi è luogo di pensare che una persona, una nave o altro congegno sono minacciati e che hanno bisogno di soccorso immediato».
Gli Stati non hanno quindi l’obbligo di portare direttamente soccorso, ma sono vincolati da un obbligo di due diligence. Quest’obbligo permane anche qualora essi agiscano sotto l’egida di un ente sovranazionale, quale la NATO o l’Unione Europea. Ciò non posizionerebbe l’Italia nel dover sentirsi vincolata a concedere lo sbarco sul proprio suolo. Una interpretazione, tuttavia, della norma considerata contenuta nella Convenzione di Amburgo, che si poggia sul c.d. principio dell’efficacia, prontamente sosterebbe per un obbligo non rispettato di sbarco nella zona di ricerca e salvataggio dello Stato responsabile, la divergente prassi degli Stati considerati giustifica che si tratti di questione contesa.
Questo Regolamento collega nettamente l’attività di soccorso in mare all’attività di sorveglianza e pattugliamento e richiama il c.d. principio di non refoulemen. Questo principio sottolinea il divieto di respingere un richiedente asilo o un rifugiato verso le frontiere di uno Stato, in cui la sua vita e/o la sua libertà siano minacciate. Tale principio, inoltre, è stato considerato non solo di natura consuetudinaria, oltreché convenzionale, ma anche principio che si applica sia a chi è in possesso dello status di rifugiato, sia a chi chiede tale status. al largo delle coste sud italiane, il governo italiano, presieduto dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, emetteva l’ordine all’imbarcazione dell’ONG di fermarsi e di non tentare di entrare nelle acque territoriali italiane.
Oltre questo limite, il diritto internazionale non dice nulla ossia non offre alcun motivo per interferire con la navigazione di navi battenti bandiera di altro Stato ai fini migratori. In considerazione del fatto che lo Stato italiano non ha ancora ufficialmente promulgato una zona contigua. Lo Stato italiano si è astenuta finora dal proclamare una zona contigua di 24 m. Da quanto riportato, si dedurrebbe che l’ordinamento italiano contempli la zona contigua ratione materiae, vale a dire che la preveda ai soli fini dell’immigrazione e non pure a quelli di polizia doganale e via discorrendo.
Se si consulta, a titolo di chiarezza e di esempio, il sito del Dipartimento delle Nazioni Unite, che si occupa del diritto del mare e delle questioni degli Oceani, non vi è traccia di registrazione di tale zona dell’Italia, con cui gli Stati non obbligatoriamente registrano le proprie legislazioni interne circa le aree marittime. L’ordine impartito dalle autorità italiane al comandante della imbarcazione Aquarius di non entrare nelle acque territoriali e di rimanere a 35 m. al largo dalle coste italiane e ogni ulteriore ordine è privo o assente di fondamento giuridico. Nel momento in cui l’allusione viene fatta all’interferenza, di solito s’indica un’ingerenza fisica con la nave, id est quello di interdire, imbarcare o dirottare l’imbarcazione dalla sua rotta.
Gli Stati costieri hanno il diritto di avvertire le navi che si dirigono verso i loro porti sulle condizioni a cui l’ingresso di queste navi è dipeso, prima che facciano ingresso nelle acque territoriali di ciascuno Stato. Su analoga vicenda è intervenuto il Tribunale internazionale del diritto del mare, cui lo Stato di bandiera olandese si era rivolto. I giudici del Tribunale del mare ordinavano alla Federazione Russa – la cui Guardia costiera aveva sequestrato l’imbarcazione Arctic Sunrise – di rilasciare la nave e l’intero equipaggio.
3. Etica dei diritti umani quale rafforzamento del diritto migratorio
I due Paesi, secondo qualche autore, non avrebbero violato ed il diritto internazionale del mare e quello riguardante i diritti della persona. Questo e analoghi eventi delineano non solamente il fatto che la gestione dell’arrivo di individui, provenienti da Stati terzi, che fanno domanda d’asilo, in particolar modo nel vecchio continente europeo, ha cagionato una serie di profonde crisi, come pure da masse di cittadini che migrano irregolarmente da Paesi extra UE non subirà, almeno per ora, un arresto. Da ciò si comprende come sia necessario trovare delle soluzioni di lungo periodo a questo ormai fenomeno inarrestabile. Soprattutto in una condizione di estrema vulnerabilità come è, prevalentemente, quella dei migranti e dei rifugiati.
Ed ecco che da qui si può comprendere che anche il diritto ha i suoi limiti e, quindi, non è lex divina, per cui ci si trova dinanzi a un vuoto che, a parere dello scrivente, è possibile superare con riferimento a quelli che sono i limiti delle norme concernenti la protezione degli asilanti o richiedenti asilo. Una delle tante soluzioni a tali limiti potrebbe essere rappresentato dall’intraprendere precetti e ideali di rango superiore, c’est à dire quei valori e principi fondamentali su cui è stata costruita la comunità politica e il suo ordinamento giuridico, che può concretizzarsi mediante i pilastri etici considerati veri e propri valori. Si può dire che questo strumento, id est l’etica, ha l’ambizione di essere una specie di norma superiore, la quale delinea quelli che sono i livelli di condotta comportamentale che vale sia per le persone sia per gli Stati, quali soggetti con capacità giuridica, eventualmente in contrasto con i loro interessi oppure desideri. L’etica implica anche un’analisi di principi da tenere presente, che sono rappresentati dalla «dignità», dalla «giustizia», dalla «libertà» o dalla «tolleranza», e fornisce determinati spunti su come decidere la cosa giusta da mettere in opera.
Nel pensiero filosofico, ergo, dell’area occidentale vi sono alcune posizioni o punti di vista di carattere etico come nel caso, a titolo esemplificativo, dei flussi migratori. Se coloro che manifestano il lato positivo a favore dei richiedenti asilo, essi asseriscono che accoglierli è del tutto lecito in quanto rientrante nella sfera della «dignità» della persona umana, essi, dunque, ritengono che tale dignità umana può rendersi concreto attraverso l’ausilio di chi si trova nel contesto della necessità o del bisogno. Nel caso di coloro che sono dalla parte dei richiedenti asilo, affermando che ciò favorirebbe il bene comune, essi, quindi, assumono una posizione favorevole che potrebbe superare le difficoltà degli asilanti. In tale ambito, porre il proprio modus cogitandi sul tema dell’etica sta a indicare il delineare delle mere questioni su entrambi i contenuti e la prassi del diritto.
Un’analisi di tipo etico ovviamente dovrebbe esaminare minuziosamente i contenuti e la prassi giuridica che debbono trovarsi sulla stessa onda di quei valori e principi fondamentali, di cui si è detto prima. Per dare delle risposte a quanto poc’anzi scritto, è d’uopo partire dalla posizione etica scelta. Gran parte delle nazioni democratiche, che compone la comunità internazionale e vive nella vita società internazionale, ha scelto una particolare angolatura di posizione sul piano dell’etica. Ne consegue che l’abbattimento volontario delle vite di innocenti non è mai consentito rilevando che quelle vite siano destinate tristemente a cessare in un breve lasso di tempo.
La Consulta tedesca ricordò infatti che la dignità umana esige la medesima protezione costituzionale a prescindere dalla durata dell’esistenza fisica del singolo essere umano. Le scelte sul piano etico sono state rese tangibili e successivamente intessute nei loro ordinamenti interni. Come non va non menzionata la Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea, che dal 2009 ha lo stesso valore giuridico dei Trattati, in cui viene difatti enunciato che la dignità umana è inviolabile, nel senso che la dignità della persona non è soltanto un diritto fondamentale in sé, ma costituisce la base stessa dei diritti fondamentali, su questo punto persino la Corte di Giustizia UE ha confermato il diritto fondamentale alla dignità umana come parte integrante del diritto dell’UE. I crimini commessi all’indomani della World War II, perpetrati dall’asse nazifascista, portarono all’istituzione dei Tribunali ad hoc di Norimberga e di Tokyo, prime istituzioni giudiziarie penali, e all’emergere di una giustizia penale internazionale, istituiti dagli Alleati, rispettivamente nel 1945 e 1946, per giudicare sui crimini commessi durante nella seconda guerra mondiale.
Seguirono ulteriori importanti evoluzioni, da quello del diritto internazionale umanitario, come quello della nascita di organismi giudiziari internazionali e regionali che si occupano esattamente dei diritti dell’uomo , ai trattati internazionali che hanno come scopo quello di proteggere le persone, i rifugiati e le minoranze . Il primo si basa sulla ragione che il diritto ha i suoi limiti, come è stato già delineato con il c.d. criterio de lege lata. Si veda, a titolo di esempio, il caso dell’Ungheria, in cui il Parlamento ha approvato una legge di restrizione alle ONG che aiutano i richiedenti asilo. Da tutto ciò si può dire che vale ancora oggi il broccardo non omne quod licet honestum est, una massima del giurista Paolo, del III secolo d.
Qualcuno più autorevolemente osservava che ciò che è giuridicamente lecito può essere diverso da ciò che è moralmente buono, nel senso che si delinea una dicotomia fra il parametro dell’etica e quello del diritto, sebbene entrambi mettono delle prescrizioni e delle norme da cui in questi due ambiti possono sorgere dei conflitti.
4. Il caso “Aquarius” nell’ottica dell’applicazione del Regolamento di Dublino III nelle operazioni di ricerca e soccorso in mare, c.d. SAR.
Il governo maltese, al contrario, asseriva che le relative operazioni SAR ebbero luogo in alto mare, dunque, la nave dell’ONG SOS Mediteranne e MSF, Aquarius, avrebbe dovuto attraccare al porto più vicino, come quello dell’isola di Lampedusa. Quello che mi preme, in questo paragrafo intorno al caso Aquarius, è analizzare la questione della responsabilità per l’esame della richiesta d’asilo in base a quanto predisposto dal Regolamento di Dublino III nel caso in cui sia necessario l’intervento di salvataggio di individui, che si trovano in pericolo di vita nelle acque internazionali. Ancora, se ciò non è così coerente, allora si dovrebbe sostenere che il luogo di sbarco sia necessariamente determinato dal Centro di coordinamento del soccorso marittimo. A parere dei giudici di Lussemburgo, un ingresso privo di autorizzazione per motivi d’umanità nel territorio di uno Stato membro non è equiparabile al rilascio di un visto.
D’altronde, il problema con gli attraversamenti via mare è molto complicata e, pertanto, i punti primari delle due sentenze citate non possono nell’immediato essere rese concrete. Dopotutto, alcuno può contradire il fatto che l’obbligo di prestare assistenza agli individui, le cui vite sono in forte pericolo in mare, rappresenta una delle caratteristiche di lungo tempo e fondamentale del diritto marittimo. Il Patriota ama il suo Paese, il nazionalista odia quello degli altri.

Caso DI MAIO – Le Iene


  • Continuo a pensare che la vicenda che riguarda il padre di Di Maio (lavoro nero, condoni, abusi edilizi, rifiuti, cartelle Equitalia) dovrebbe essere fuori dal dibattito politico.
    Tuttavia se ne parla ed è sbagliato! Se ne parla per due ragioni essenziali
  • Perché i Cinque Stelle hanno creato un clima infame, con aggressioni personali. E oggi la famiglia Di Maio è vittima di questo sistema.
  • Perché Luigi Di Maio deve spiegare per quale ragione ha accettato di fare il prestanome al padre. E questo è ciò che rileva.
    Immagino ciò che sta passando la famiglia Di Maio e mi dispiace vedere le telecamere entrare nell’intimità di una famiglia.

Tuttavia Di Maio non mi sembrava così contrito quando accuse oggi dimostratesi infamanti investivano la famiglia Renzi

La politica torni ad essere seria e ad indicare prospettive!

Guidonia Montecelio – Giunta Barbet- Bilancio Fallimentare


Al di là della grande enfasi con la quale l’assessore alle finanze racconta i successi di Bilancio dell’amministrazione 5Stelle di Guidonia forse compiaciuto e rassicurato da un consiglio comunale inesperto e poco attento sulle dinamiche finanziarie, la situazione è ben altra.
Nel dicembre 2017 avemmo grande difficoltà nel reperire un semplice dato, quello del saldo di cassa.
La richiesta era precedente e quindi al netto del pagamento IMU del dicembre 2017 e segnava un saldo attivo di circa 8 milioni di euro.
La difficoltà nel reperire i dati e quella che imprese e cittadini quotidianamente incontrano nel farsi pagare le fatture emesse, nel farsi restituire i depositi cauzionali versati, la dice lunga sulla grave compromissione della macchina amministrativa a cui nessuno, tanto meno l’Assessore, sembra porre rimedio.
I numeri di telefono del settore vanno dallo 0774301376 al 301381, ma sfido chiunque a provare a parlare con la Ragioneria… non risponde chiaramente nessuno… Forse sono tutti impegnati dall’Assessore a costruire tabelle inverosimili, mistificanti con dati fuorvianti.
Ma torniamo ai dati. Al 10 gennaio 2018 verosimilmente in cassa vi era un attivo di 15 milioni di euro a cui si sono aggiunti i 26 del fondo di rotazione… quindi in primavera c’erano in cassa almeno 43 milioni di euro ed oggi (dal video dell’assessore di circa un mese fa e dalle tabelle) solo 24.
In effetti come vedrai nel file che ti allego al 05.11.2018 vi erano 36.852.388,86
La verità è che la politica finanziaria degli ultimi 3 anni – tra l’altro con la tassazione ai massimi – è stata un totale fallimento per diversi aspetti. Tutto questo considerando (nessuno la disconosce… specie il sottoscritto che su quel Bilancio ha sciolto il Consiglio comunale!) la difficilissima situazione finanziaria di partenza dell’Ente con il famoso buco da 40 milioni, ma che tutti i candidati conoscevano o avrebbero dovuto conoscere.
Elenco una parte degli errori:
• Il buco è costituito per un terzo da una sola posta in bilancio, che si poteva compensare con i debiti riferiti allo stesso soggetto creditore e che penso, invece, non siano mai stati riscossi, e che comunque poteva essere oggetto di una transazione stragiudiziale;
• Lo stesso vale anche per il restante 50% dell’esposizione debitoria in che significa che, verosimilmente, il buco dei 40 milioni poteva essere ridotto con una tenace e quotidiana applicazione a circa 25 milioni;
• Se queste sono le cifre non serviva il piano di riequilibrio pluriennale, che ingessa il comune per i prossimi 10 anni e congela investimenti e futuro;
• I ritardi dei pagamenti hanno determinato l’applicazione nel pagamento delle fatture di interessi moratori ed il pagamento di spese giudiziarie superflue determinando verosimilmente un esborso ulteriore e colpevole di oltre un milione di euro, che si assomma ed implementa il buco di bilancio ereditato.
Diversamente il Buco andava trattato analiticamente, posta per posta come se il Comune costituisse una commissione di liquidazione interna e i debiti andavano transati al minimo con pagamenti tempestivi, coerenti e funzionali al risanamento interno.
Abbiamo invece assistito a pigrizia estrema. Ad una struttura politica di vertice assente e ad una dirigenza indolente e non consapevole, che condizionerà il futuro prossimo dell’amministrazione e della Città dal punto di vista finanziario non permettendo, tra l’altro, alcuna riduzione della folle tassazione.
Un disastro, insomma, con imprese e cittadini uccisi da una burocrazia assente, pigra, confusa ed incapace impegnata a elaborare tabelle e grafici per coprire gigantesche inefficienze ed errori.
Ne evidenzio solo uno marchiano e su cui, a mio avviso, dovrà ragionare anche la politica da una parte e la giustizia contabile e penale dall’altro.
Non è compito mio controllare i provvedimenti amministrativi, non essendo oggi consigliere comunale, ma ogni tanto do un’occhiata e leggendo la deliberazione di giunta n. 65/2018 sono sobbalzato dalla sedia.
La delibera in parola, infatti, riproduce testualmente l’art. 159 del D.lgs. 18 agosto 2000 n. 267 e recita:
“1. Non sono ammesse procedure di esecuzione e di espropriazione forzata nei confronti degli enti locali presso soggetti diversi dai rispettivi. tesorieri. Gli atti esecutivi eventualmente intrapresi non determinano vincoli sui beni oggetto della procedura espropriativa.
2. Non sono soggette ad esecuzione forzata, a pena di nullità rilevabile anche di ufficio dal giudice, le somme di competenza degli enti locali destinate a:
a) pagamento delle retribuzioni al personale dipendente e dei conseguenti oneri previdenziali per i sei mesi successivi;
b) pagamento delle rate di mutui e di prestiti obbligazionari scadenti nel semestre in corso;
c) espletamento dei servizi locali indispensabili.
3. Per l’operatività dei limiti all’esecuzione forzata di cui al comma 2 occorre che l’organo esecutivo, con deliberazione da adottarsi per ogni semestre e notificata al tesoriere, quantifichi preventivamente gli importi delle somme destinate alle suddette finalità”;
Peccato che la norma non dica questo e imponga al comma 2 lettera a) la possibilità di vincolare le somme per gli stipendi non per i sei mesi successivi, ma solo per tre!!!

Ecco il documento.

BOOM!

L’amministrazione a giugno e verosimilmente anche nei mesi precedenti ha vincolato una somma doppia rispetto a quella che poteva e poiché vincola semestralmente 6.083.006,87 significa che ha sottratto alla liquidazione dei crediti inopinatamente e colpevolmente su base annua circa 6 milioni di Euro.
Mi spiego meglio. Ogni anno l’Ente solerte e efficiente ha sottratto ai possibili creditori e comunque al pagamento di cittadini ed imprese 6 milioni di euro.
Un errore materiale? Una disattenzione? Se così fosse sarebbe gravissimo e determinerebbe provvedimenti disciplinari oltre che perfezionare ipotesi di seria responsabilità contabile ed amministrativa;
Una volontà? Peggio! l’amministrazione e la Giunta potrebbero incorrere in serie responsabilità anche penali.
Se questo non è segno di sciatteria, indolenza, incompetenza e superficialità non saprei come definirlo.
Ho l’impressione, insomma, che il vero fallimento della giunta Barbet oltre cave, buche, parchi, alberi, manifestazioni non fatte, inefficienza amministrativa sia proprio la politica di Bilancio folle e fallimentare.
Ma l’Assessore fa i video e produce grafici… mentre alcuni consiglieri ne tessono le lodi.
Guidonia – LUMINARIE e altre questioni
Infine la vicenda delle luminarie in Città.
Tranne che la buona volontà delle associazioni dei commercianti, nulla l’amministrazione 5 stelle mette in campo per questo Natale 2018.
Anzi pone limiti e freni anche alla volontà delle associazioni e dei commercianti. Il caso dell’associazione commercianti di Guidonia è emblematico e forse non bastano le scuse di qualche consigliere comunale pentastellato, ma magari è necessario prendere coscienza e senza nascondersi dietro differenze di vedute, prendere atto dell’incompatibilità e magari dimettersi come meglio di me ha scritto un’attenta giornalista locale. Ci si riferisce all’assessore al ramo piuttosto che al Presidente della (NON)Commissione.
Per il resto sulla mia città vi rimando ai miei post.
Sulla sospensione della raccolta del vetro
Per la giornata contro la violenza di genere
Sulla mia presenza al funerale della Pineta
Sulla giornata del POLO CIVICO di attenzione alla nostra città – “Episodio Colleverde”, seguirà “episodio Guidonia Centro”:

La mia nota Fb sulla manifestazione londinese contro la Brexit “Costruiamo mulini”
Ad maiora
Vi lascio con un pezzo del caro amico Alex Alessandro D’Orazi che da sempre lavora sul territorio e per il territorio…

Please follow and like us:
error

Scelte insensate e un po’ di più

Ben ritrovati

Purtroppo ferie finite… ma tanto riposo ha fatto bene al fisico e alla mente.

Governo.

Il Governo Gialloverde si è accorto che i vincoli di bilancio non possono essere violati. Immediatamente lo spread è sceso (bene!) e le aspettative dei partiti della maggioranza si sono abbassate. Hanno fatto promesse false agli italiani… e sempre più i nodi vengono e verranno al pettine.

Fra le tante cose, per fortuna, si torna indietro sull’ILVA. I 5Stelle volevano chiuderla e anche su questo tornano indietro e si accorgono che governare è mestiere difficile e defaticante.

Nel frattempo, in questa settimana, il Governo ci ha regalato varie perle.

Riporto un passaggio di una newsletter di Matteo Renzi perché ne condivido i contenuti “Salvini ha attaccato i giudici perché non riconosce una sentenza che gli impone di restituire 49 milioni di euro rubati ai cittadini italiani. L’ex tesoriere di Bossi, Belsito, precisa che quando lui ha lasciato, quei soldi c’erano. E allora chi li ha spesi? Che fine hanno fatto? Salvini dice che lui non restituisce e attacca i magistrati perché tanto il popolo è con lui. Incredibile. Il ministro dell’interno che dice che i sondaggi contano più delle sentenze. Una domanda: ma i costituzionalisti e i commentatori che ci attaccavano sulla deriva autoritaria o sul combinato disposto? Tutti in ferie?” – proprio così: un po’ come il deputato Cubeddu sulle vicende di Guidonia Montecelio.

Sono lontani i tempi della Lega giustizialista… quella che protestava in parlamento con i cappi per il collo nel periodo dell’inchiesta “Mani Pulite” nell’ormai lontano 1993 e pensate… per le stesse identiche vicende!

Fratelli d’Italia

Una piccola deviazione. Passando per una località balneare del litorale romano ho trovato questa vetrina. Ora al di là della facile satira la stessa mi ha fatto ragionare perché, a mio avviso, riflette lo stato di un piccolo partito che, al di là delle tentazioni nostalgiche non ha più senso di esistere e lo svuotamento delle classi dirigenti locali è a testimoniarlo.

Una storia lontanissima dalla mia quella degli eredi dell’MSI e di Alleanza nazionale, ma pur sempre una storia di sangue, di identità, di valori, di credo, di impegno. Una storia ideologica, che oggi stenta a trovare identità inghiottita dal ciclone Lega e Salvini, che fa apparire FdI come la copia sbiadita ed in bianco e nero di un messaggio politico e culturale meno ideologico, e certamente meno maturo come quello della Lega. Un amico di destra mi ha detto qualche giorno fa “perché debbo votare la Meloni e non Salvini? E’ come a Roma comprare una Wolksvagen da un plurimarche piuttosto che dal concessionario dedicato”… forse è proprio così, ma ne sono intimamente dispiaciuto.

Guidonia Montecelio

Quella dell’ILVA è più o meno vicenda simile quella che investe l’Amministrazione Barbet con riferimento alle attività estrattive nella mia amata Guidonia Montecelio… ieri altro sciopero generale degli operai e dei sindacati, che, pacificamente, hanno marciato in direzione Comune per urlare la propria indignazione rispetto al contegno inadeguato e mistificante della maggioranza al governo del Comune.

Nel precedente articolo ebbi a dire: “…la triste vicenda dei dinieghi al rinnovo delle concessioni delle attivitá estrattive notificati il 14 di agosto. Perché proprio il 14 agosto? Che bisogno c’era di non aspettare il mese di settembre? A mio avviso c’era il tentativo, da una parte di passare inosservati ai più e dall’altra di approfittare del periodo di ferie per lavoratori ed imprese. Un atto vile! Come un colpo alle spalle. Degno di chi governa senza averne la capacità, né la consapevolezza. Lavoro, produzione, progresso possono essere coniugati con tutela dell’ambiente e rispetto delle regole. Le diverse cose non solo possono, ma devono stare insieme. La politica della terza Città invece o é ostaggio della cieca burocrazia che non contempla mai i principi di economicità, efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa nel suo agire, o é in mala fede ed é complice di atti scellerati e con effetti gravi e forse irrimediabili. Lo abbiamo detto come Polo civico in modo molto chiaro in un comunicato stampa i giorni scorsi evidenziando gli errori e le bugie dell’Amministrazione 5Stelle.

In entrambi i casi, mi sembra molto grave. La città é stanca, indignata e stremata”.

Confermo il giudizio anche all’esito dei tre giorni di sit – in di operai ed imprese sotto la sede del Comune e del Consiglio comunale di giovedì scorso conclusosi senza una soluzione funzionale a sostenere la produzione ed il lavoro… ma in effetti senza nemmeno alcuna soluzione per l’ambiente.

Un consiglio comunale di fatto INUTILE… malgrado gli sforzi delle opposizioni ed approfitto dell’occasione per ringraziare pubblicamente i Consiglieri comunali del Polo Civico per l’impegno e la capacità dimostrata nell’affrontare temi delicati sempre con eleganza e rispetto delle istituzioni.

Due notazioni:

  • Ci sono state scene brutte ed insulti alla volta del Sindaco e della maggioranza 5Stelle. Mi dispiace sempre quando vediamo scene di questo genere, mi dispiace molto. Purtroppo è la naturale conseguenza dell’esasperazione, della stanchezza e talvolta della disperazione e la normale conseguenza (quando i protagonisti sono esponenti politici!) di anni in cui la politica è stata accusata falsamente di fare tutto per tornaconto personale e non con il realismo di chi – solo oggi – si accorge che governare è difficile e la realtà non è mai bianca o nera, ma molto più spesso grigia.

La storia ci insegna che i giacobini costruiscono patiboli sui quali prima o poi vengono giustiziati loro stessi. Così accadrà anche per le altre promesse folli dei Cinque Stelle, come sta già accadendo a Guidonia Montecelio. E alla fine il tempo “gioca con la nostra maglia”.

  • Il silenzio assordante e, a mio avviso, significante e significativo da una parte del Presidente Zingaretti, che rispetto ad un’attività, quella estrattiva, che produce il 5% del PIL regionale avrebbe dovuto prendere posizione forte e critica nei confronti dell’amministrazione locale e non lasciare il compito solo ai consiglieri regionali e all’assessore al ramo, dall’altra e soprattutto del deputato del collegio

Quell’onorevole CUBEDDU che tempo fa arringava nell’aula consiliare di Palazzo Guidoni rivolto al pubblico ai cittadini/militanti invece che all’Aula in segno di spregio per persone e cose… sottolineando altisonanti violazioni costituzionali e il mancato rispetto della Città e oggi – seduto fra i banchi della maggioranza di governo, nel palazzo di quella che definiva “casta” non dice una parola, non lascia un messaggio… insomma non prende posizione e soprattutto non incontra le delegazioni locali e, asserragliato nel palazzo, esce addirittura dalla porta di servizio.

Insomma un deputato assente, sbadato e che evita di svolgere il compito per il quale è stato eletto. Conoscere la realtà locale e rappresentarla… ma che è vittima del suo contegno ideologico e della sua demagogia.

Provo ad immaginare che tali assenze (per entrambi Cubeddu e Zingaretti!) siano determinate dalla difficoltà mediatica di prendere posizione su questi temi. Da una parte i temi ambientali e dall’altra la tutela del lavoro. Eppure ad esempio Cubeddu è uno degli “scrittori” del programma cinque stelle, anche lui candidato Sindaco nel 2014. Governare è difficile, ma si ha l’onere di affrontare le questioni e trovare soluzioni. Cubeddu scrive sul programma che le chiave debbono essere chiuse e riconvertite e di fatto è coerente nella sua azione di governo, ma ha l’onere di difendere le sue idee, le idee per cui è stato eletto anche quando questo può ingenerare critiche e dissensi.

Poi invece ieri, nel giorno dello sciopero generale, forse spinto anche dagli striscioni di dissenso apparsi in città interviene e arringa con veemenza la folla quasi scippando il microfono a chi parlava ed in un crescendo di prevaricazione e chiusura all’ascolto prova ad imporre la sua visione del mondo e della vicinanza delle Istituzioni… da nessuno percepita come vera.

E allora ho anche pensato che forse la sua assenza in tutti questi giorni era quasi meglio della sua presenza recitata e retorica.

Si diventa “casta” solo quando ci si comporta come “casta” e mi pare che Fiorito (er batman de Anagni) che gridava “onesta… onestà” alla fine è stato decisamente peggio dello statista Bettino Craxi che vilipendeva.

A24

Un piccolo passaggio di questa newsletter voglio dedicarlo all’A24, l’Autostrada dei Parchi. I lettori più assidui di questo blog ricorderanno come nella scorsa campagna elettorale ho sostenuto con convinzione la battaglia determinata e coraggiosa dei 101 Sindaci contro i rincari del pedaggio… arrivati fino al 100% negli ultimi 13 anni. Non c’era l’attenzione mediatica determinata dal crollo del Ponte Morandi sul tema delle concessioni autostradali. La battaglia non si ferma, continua, con un Governo nazionale un po’ confuso sul tema  in considerazione degli infruttuosi incontri estivie con il gruppo Toto ancora silente e refrattario.

L’ho sostenuta, la sostengo e la sosterrò perché è una battaglia giusta ed è una battaglia il cui obiettivo è la sopravvivenza di tante piccole comunità… basti pensare a tutti i piccoli comuni della #Valledell’Aniene, della #ValleUstica, della #Valledelgiovenzano.

Ed è così che sarò con i 101 Sindaci il 19 settembre dalle ore 10.30 davanti al Ministero dei Trasporti, spero che possiamo essere in tanti. Qui l’evento: https://www.facebook.com/386771514839637/photos/a.386771561506299/949456181904498/?type=3

A chi ci crede rinnovo l’invito a venire prima festa del domani il 13 e 14 ottobre verosimilmente a Villalba al Parco DI Nella, per parlare del domani della nostra città, di civismo, di impegno e di programmi.

E’ il nostro tempo, è il tempo dell’impegno dei cittadini veri che non hanno vergogna a dire che lavorano per la loro città, la loro polis… ossia fanno politica.

Presto tutte le informazioni e coordinate ed il programma dettagliato

Ad maiora

Aldo

 

P.S. Un po’ di musica con un pezzo di Sergio Cammariere girato nelle nostre cave di travertino. Buon ascolto!

 

 

Please follow and like us:
error

Genova… per noi

Genova

Quello che è accaduto a Genova è straziante ed incredibile, segno tangibile di un’Italia in decadenza a cui non si riesce a far fronte ormai da venti anni.

Per chi mi conosce sa che Genova per me (per tutta una serie di ragioni) è la mia patria di adozione, la Città che amo di più… dopo la mia Guidonia Montecelio, naturalmente e forse perché entrambe sono piene di contraddizioni.
La priorità oggi è aiutare le famiglie delle vittime, gli sfollati da una parte e far ripartire la Città dall’altra. Non dobbiamo mai dimenticare che Genova è il porto più importante Italia, che il ponte Morandi era fondamentale per l’attività del porto e che porti come Marsiglia e non solo potrebbero giovarsi enormemente di questa grave situazione sottraendo quote di mercato, che significa lavoro, produzione, ricchezza per una Città che oramai vive di porto. Perdere il primato del porto significa sempre più condannare l’Italia ad essere solo una meta per turisti senza una struttura produttiva in grado per lo meno di reggere il confronto.

E’ la teoria della decrescita felice… ma a me non ha mai convinto e convince ancor meno oggi.

Il dibattito politico è stato “osceno” in questi giorni con i partiti ed i movimenti impegnanti a rinfacciarsi reciprocamente responsabilità e finanziamenti della società Autostrade, come se questo fosse il problema e non la mancanza di programmazione, di controllo e di efficienza. Insomma il problema è l’inefficienza dello Stato e il dibattito invece che sulle soluzioni per fare l’Italia grande in un’Europa grande, si incastra in ragionamenti da bar ed in cori da stadio… non si puo!

Pensavo che la vicenda trovasse un Paese unito ad affrontarla. L’attegiamento dei Ministri è stato invece vergognoso e quello del Governo nel suo complesso al di sotto di ogni aspettattiva.

In certe circostanze si unisce, non si divide poiché l’euforia e l’adulazione di un momento potrebbero essere il boomerang in quello successivo. Anche questa è mancanza di esperienza.

Governo.

Questo sconosciuto. Al di là di interviste improvvisate, denunce di ciò che non va, mi pare che ci sia veramente poco compresa l’assenza pneumatica del Premier o la presenza eccessiva dei due vice… fate Voi.

Per il resto segnali preoccupanti dai mercati. Lo spiega bene Marattin: questi vogliono ridurci come il Venezuela. Del resto in una intervista allucinante al Foglio, il presidente della Commissione Finanze della Camera, Borghi, lo aveva spiegato molto chiaramente.

La mia Guidonia Montecelio…

Un estate calda a Guidonia Montecelio e non certo dal punto di vista metereologico.

Per inciso piogge significative hanno prodotto sulle frazioni di sempre (Villanova/Villalba/Guidonia/Colleverde) i medesimi problemi di sempre ed ogni evento di pioggia unpo’ sopra le righe continuerà a produrli dato che sul fronte soluzioni per lo scarico delle acque piovane nessuno a palazzo Guidoni ha battuto un colpo. E pensare che il Polo civico già a luglio 2017 scrisse al Sindaco una missiva in cui suggeriva interventi quasi a costo zero, immediatamente cantierabili e che avrebbero in parte alleggerito il carico della rete e alleggerito parimenti le caditoie riducendo gli allagamenti. Ma tant’è.  Nessuno ascolta, nessuno interloquisce, nessuno governa. 
Superato l’inciso l’estate guidoniana senza alcuna iniziativa estiva in una città che appare totalmente abbandonata quasi come una di quelle città del far west calde e polverose abbandonate in cui forse resta solo l’ufficio dello scheriffo, é stata tuttavia rovente sul fronte lavoro con la triste vicenda dei dinieghi al rinnovo delle concessioni delle attivitá estrattive notificati il 14 di agosto. Perché proprio il 14 agosto? Che bisogno c’era di non aspettare il mese di settembre? A mio avviso c’era il tentativo, da una parte di passare inosservati ai più e dall’altra di approfittare del periodo di ferie per lavoratori ed imprese. 

Un atto vile! Come un colpo alle spalle. Degno di chi governa senza averne la capacità, né la consapevolezza. Lavoro, produzione, progresso possono essere coniugati con tutela dell’ambiente e rispetto delle regole. Le diverse cose non solo possono, ma devono stare insieme. La politica della terza Città invece o é ostaggio della cieca burocrazia che non contempla mai i principi di economicità, efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa nel suo agire, o é in mala fede ed é complice di atti scellerati e con effetti gravi e forse irrimediabili. Lo abbiamo detto come Polo civico in modo molto chiaro in un comunicato stampa i giorni scorsi evidenziando gli errori e le bugie dell’Amministrazione 5Stelle (lo trovi qui).
In entrambi i casi, mi sembra molto grave. La città é stanca, indignata e stremata. 
Come Polo civico organizzammo a Giugno scorso, in concomitanza con l’anno di amministrazione Barbet, un’iniziativa provocatoria in cui abbiamo definito  un bilancio del primo anno e ci siamo divertiti a stilare le pagelle (qui il post dell’evento su Fb e qui il manifesto Ora possiamo dire che l’impegno per superare gli esami di riparazione a settembre non c’è stato e che l’amministrazione ha guardato da spettatrice l’acuirsi di tutti i problemi denunciati e mai risolti. Un fallimento su tutti i fronti di cui Guidonia Montecelio pagherà il prezzo per molti anni. 


A Noi civici non basta dire “ve lo avevamo detto un anno fa in occasione delle elezioni”. Un anno fa mettemmo tutti in guardia dal pressappochismo, dagli slogan, dalla incompetenza. Per poco non andammo al ballottaggio, ma questa é un’altra storia. 
Oggi sono ancora più convinto che Guidonia Montecelio possa risorgere solo con l’impegno non ideologico e non partitico di un ampio fronte civico alternativo alle forze in campo e capace di mettere insieme le idee migliori e gli uomini più capaci al di là degli steccati ideologici. 
Ecco perché a settembre saremo pronti a rilanciare la nostra “impresa” consapevoli di essere l’unica chance per la nostra amata Città e ci impegneremo per costruire un ampio fronte di alternativa che possa aggregare tutti i concittadini di buona volontá, consapevoli che il tempo gioca con la nostra maglia. 


Come lista Guidonia Domani i primi di ottobre avremo modo di confrontarci su questi temi nella nostra prima “festa del domani”. Sarà un’occasione importante di finanziamento, di solidarietà, di riflessione e di divertimento.

Per tutti a presto, per la mia amata Guidonia Montecelio, ad maiora… 

P.s. per la mia Genova – Paolo Conte

 

Please follow and like us:
error

Ci sono Cassandre e Cassandre

Pensieri sparsi

Il tempo vola e il nuovo Governo ha già compiuto un mese. Decreti approvati: tre. Uno per dare una proroga ai benzinai sulla fatturazione elettronica, uno per affrontare la questione del Tribunale di Bari ed il terzo, con il nome altisonante, il Decreto dignità. Tanti spot sui giornali, tanti annunci, ma cominciano ad aggrovigliarsi i nodi al pettine e a venir fuori la irragionevolezza delle promesse elettorali.

Il ministro Tria, il ministro dell’economia ha spiegato ieri in Commissione Bilancio che la flat tax (obiettivo primario di campagna elettorale) non sarà realizzata subito… ma – UDITE, UDITE – sarà un obiettivo di legislatura cioè da raggiungere entro i prossimi 5 anni!

Sbaglio o qualcuno aveva promesso che nel primo consiglio dei ministri avrebbe provveduto ad abolire la Fornero, fare la Flat Tax al 15%, introdurre il reddito di cittadinanza con 780€ al mese che diventavano 1680€ per una famiglia con due figli, rimpatriare seicentomila clandestini. E invece il Governo è fermo a zero. Anche questa settimana la Camera dei Deputati non lavora perché non c’è niente all’ordine del giorno. Niente.

Ed il contenuto del decreto dignità? Dell’unico provvedimento sostanziale, ancorché non sostanzioso assunto?

Occorrerà una grande, faticosa, battaglia culturale per spiegare che, chi di spot vive, di spot muore e che la Politica è cosa importante, che va costruita con sobrietà, compostezza e serietà. E’ più difficile, ci vuole più tempo, ma è l’unica strada possibile se si ha a cuore realmente l’Italia

Questa battaglia culturale servirà anche sul tema dell’immigrazione. Dice Renzi sulla sua ultima newsletter, che condivido “Ma se scommettono tutti sulla paura in Europa, succede il patatrac per l’Italia. E infatti a Bruxelles è passata la linea dei paesi dell’Est: hanno vinto quelli con cui Salvini vuole allearsi, quelli che credono che l’Europa funzioni tirando sui muri. Un giorno, temo presto, ricorderemo la gestione grilloleghista sull’immigrazione come il più incredibile autogol mai fatto dai nostri in Europa

Il ragionamento è questa volta semplice e, a mio avviso condivisibile. Se tutti avessero lo stesso atteggiamento dell’Italia sul tema immigrazione ossia si bloccano le ONG e non gli sbarchi (sia chiaro!) per fare immagine e dare “esempio” cosa accadrebbe al nostro Stato che è, per ragioni geografiche, il più inoltrato del mediterraneo… allora si, probabilmente, si assisterebbe ad una vera e propria invasione. E ancor più se tutti i Paesi si congelassero su posizioni sovraniste cosa sarebbe dell’Europa Unita e se questa non esistesse più a chi potremmo chiedere, opportunamente, di più sul tema?

Il mio ragionamento non è umanitario e pure ideologicamente quello umanitario è un ragionamento nobile e che sottoscrivo con convinzione, ma è utilitaristico, rectius puramente egoistico.

Penso che Salvini ed il governo giallogrigio stiano facendo male all’Europa e alla sua faticosa costruzione e ancor più male all’Italia. Lo dico con chiarezza per il mio Paese … spero di sbagliare e spero di non essere lucido nell’analisi, ma il giudizio potrà essere dato solo dal tempo. Staremo a vedere!

Per adesso mi limito ad una considerazione generale. La democrazia (quella che Churchill definiva il peggior sistema di governo escluso tutti gli altri) è concepita proprio per evitare la dittatura della Maggioranza. Nel primo articolo della nostra costituzione (tanto caro ai sovranisti!) c’è scritto: “La democrazia appartiene al popolo“, ma poi si aggiunge “che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione” e ciò vuol dire che al potere della Maggioranza c’è e ci deve essere un limite.

Qualcosa sulla mia Guidonia Montecelio

Il 22 giugno u.s. come Polo Civico abbiamo chiamato a convegno militanti, simpatizzanti, amici, curiosi, la città, insomma. A parte il successo di presenze abbiamo provato a dare un giudizio dell’operato della giunta Barbet, della giunta 5 stelle di Guidonia ad un anno dal suo insediamento. Un giudizio fortemente negativo su tutti gli aspetti che si è concluso con un voto in pagella.

Abbiamo optato, malgrado un giudizio di gravissima insufficienza, per un 5 di incoraggiamento! Molti chiedono, perché? perché un giudizio così generoso? Perché il giudizio, ad un anno dall’insediamento di un’amministrazione non può essere troppo impietoso. Le azioni messe in campo, anzi le NON azioni, fanno presagire il peggio, ma la situazione – ancorché conosciuta – era complessa.

Anche su questo non vorrei essere Cassandra, ma se il “buongiorno di vede dal mattino”, saranno anni ancor più difficili per una Città che è in sofferenza, ma una forza politica che fa opposizione seriamente e non strumentalmente valuta con attenzione senza giudizi affrettati. D’altra parte il giudizio decisamente negativo lo diamo tutti, da cittadini e quotidianamente quando: non possiamo entrare al parco perché è chiuso, giriamo per una città sporca, siamo costretti a divenire piloti per evitare buche e crateri, aspettiamo mesi per avere una carta d’identità, lavoriamo nel settore estrattivo con la paura di perdere il posto di lavoro…

Qui trovate uno dei tanti racconti della serata operata dagli organi di stampa locale e sulla pagina Fb del polo qualche elemento in più.

La notizia importante, ai fini interni ed esterni, però, è l’estrema vitalità del Polo civico. Non solo si qualifica come un’opposizione seria e consapevole grazie ai suoi consiglieri, ma come una REALTA’ politica strutturata ed efficiente che rivestirà per il futuro un ruolo centrale nella politica locale smentendo questa volta le “cassandre” locali, che ne celebravano anzitempo il de profundis. Ne sono fiero poiché, malgrado io non rivesta alcun ruolo nel polo, me ne sento uno dei costruttori.

Ora consolidate le fondamenta e assicurateci che non siano costruite sulla sabbia dobbiamo ragionare di un polo civico 2.0 e cominciare a ragionare di futuro incalzando chi amministra, ma soprattutto gettando le basi per la costruzione di un’alternativa forte, lucida e concreta… naturalmente con chi ci sta malgrado il mio conosciuto strabismo.

Ad maiora

P.s. Con l’occasione vi riporto in galleria alcune foto e immagini dell’intervento di Guidonia domani all’iniziativa  sul tema che ci era stato assegnato.

Un grazie ad Emanuela, che è stata la nostra portavoce.

 

 

Please follow and like us:
error

Una scelta incomprensibile… un tackle in scivolata

So che questa mia newsletter scatenerà molte critiche. Chi mi conosce, però, sa che tutto mi manca fuorché il coraggio delle idee e certamente sa (ormai da tempo!) che sono un uomo libero e capace di ragionamento.

Il fatto che io sia stato candidato da indipendente con il PD nell’ultima campagna elettorale, condividendo in modo assoluto l’impostazione renziana e l’attenzione del PD, per la prima volta, alle istanze del territorio e alla sua voce piuttosto che ad interessi di nomenclatura non mi esime (proprio da indipendente e civico) di esprimere con pacatezza le mie opinioni anche e soprattutto quando sono contrarie al pensiero del partito, che ho votato alle politiche dello scorso 4 marzo.

Anzi penso che sia per me un imperativo!

Premetto che il Presidente della Repubblica, la più alta carica dello Stato, va sempre difesa e rispettata, ma ciò non la esime da critiche pacate, ma necessarie.

Ritengo che Mattarella abbia commesso una scelta incomprensibile (forse!) e certamente un errore politico marchiano ammesso e non concesso che avesse avuto intenzione di svolgere un ruolo politico.

La dialettica a mio avviso non è quella del Presidente Notaio o del Presidente protagonista politico. Il Presidente della Repubblica è garante della Costituzione e come tale del rispetto delle “regole del gioco”, ma è anche Protagonista politico super partes e a cui nessuno può contestare la possibilità di svolgere influenza politica su Istituzioni e partiti.

Ma così non è stato, a mio avviso, ed il veloce intervento del Presidente Mattarella, che sancisce la conclusione prematura dell’incaricato Conte, è stato ancor più un errore.

In generale il capo dello Stato non deve schierarsi contro l’indirizzo politico di un governo sostenuto da una maggioranza ancor più se essa non è precostituita, ma costruita in Parlamento, nel dibattito e nella mediazione parlamentare, che fa tanto Prima Repubblica e che forse proprio per questo a me tanto piace.

Poteva ad esempio sollevare rilievi politici sul contratto Lega / Cinquestelle perché dallo stesso potevano promanare atti e leggi senza copertura finanziaria e a norma dell’art. 81 della Costituzione, questa contestazione è lecita ed opportuna.

Invece Mattarella ha detto che non poteva accettare un Ministro antieuro: una valutazione politica, tra l’altro riferita ad opinioni espresse da Paolo Savona in passato e non al programma di governo.

E’ un tackle in scivolata nell’agone politico, che oltretutto rischia di essere inutile perfino se è stato ideato per salvaguardare imprese e risparmiatori come stanno dimostrando spread e marcati in queste ore, che temono una lunga fase di incertezza. Un errore macroscopico, insomma.

Io sono contrarissimo ad uscire dall’euro, ma non dubito che il popolo italiano possa uscirne, se così follemente decide. Giusta l’obiezione che nessuno aveva dichiarato in campagna elettorale di anelare a quella uscita (è una delle tante bugie propinate da Salvini e Di Maio, che magari privatamente ritengono utile l’Italexit!), ma né il programma sottoscritto, né le dichiarazioni contestuali hanno fatto pensare a nulla di ciò.

Il sindacato sulla scelta dei singoli ministri è lecito ed è regola costituzionale, ma può trovare fondamento non nelle opinioni da loro manifestate, ma in elementi, che li rendono incompatibili con la funzione.

Il Presidente della Repubblica ha misconosciuto l’indirizzo politico della supposta maggioranza parlamentare e si è reso parte. Ha sbagliato.

In ogni caso, per quanto l’errore del Quirinale sia per me indubbio, non credo si configuri l’attentato alla Costituzione… ma c’è un prezzo politico conseguenza di questo contegno ed è il fatto che la Presidenza della Repubblica sarà sotto attacco nella prossima campagna elettorale.

Ad ogni buon conto c’è un aspetto ancora più grave in tutta la questione ed è il seguente.

Io non credo proprio che sulla decisione di Mattarella abbia influito l’Europa, Draghi, Bruxelles, la Merkel, Macron… come furbescamente TUTTE le posizioni politiche tendono a far emergere. Non penso infatti che Savona ministro, un uomo di 81 anni sottoscrittore del Trattato di Maastricht, possa aver così spaventato la costruzione europea e gli equilibri all’interno dell’Unione… penso più prosaicamente che il tema sia un altro e tutto Italiano e sia connesso (e la cosa è ancor più grave…!) alla conservazione del potere non della Politica, ma dell’alta burocrazia pubblica per un verso e sia connessa per altro verso al gran numero di nomine, circa 350 fra cda e collegi sindacali, che il governo che entra dovrà fare a breve, decisioni a questo punto unilaterali e che però produrranno organismi che resteranno in carica per almeno quattro anni.

Tant’è.

Ad maiora

Please follow and like us:
error

Giunta Barbet: Un giudizio di piena insufficienza

#guidoniamontecelio

A quasi un anno dall’insediamento della nuova amministrazione a 5 Stelle e nel giorno in cui il Consiglio comunale è convocato per votare il primo bilancio della Giunta Barbet il giudizio della Città e dei cittadini non può essere che estremamente negativo.

Malgrado le aspettative (non nascondo anche del sottoscritto!) rispetto all’amministrazione Barbet, insediatasi nel oramai nel giugno 2017, i risultati – davanti ai nostri occhi – sono pessimi.

Eppure le condizioni di partenza erano interessanti: Consiglio comunale in gran parte rinnovato, maggioranza monocolore e costituita da neofiti e come tali pieni di buone intenzioni e di entusiasmo, scelte impopolari per riparare i guai del passato già prese dai Commissari di governo, un bilancio in attivo di cassa di circa 7 milioni di Euro (come mai a Guidonia!), posti vacanti nella dirigenza, che permettevano un grande rinnovamento in un’ottica di competenza ed innovazione.

Malgrado una situazione molto promettente le scelte, e spesso le non scelte, dell’amministrazione non ci portano a vedere alcun elemento positivo.

Cercherò in queste poche righe, rivolte soprattutto ai tanti delusi di questo anno di “non governo”, di elencare i fallimenti macroscopici, ma persino sulle questioni singole, prodotti da una classe dirigente nuova sì, ma totalmente incompetente amministrativamente e politicamente inadeguata.

Ed andiamo per ordine.

  • Politica di bilancio SBAGLIATA! Con 7 milioni di euro di attivo in cassa ed un’amministrazione che da oltre due anni non spende e non sottoscrive impegni di spesa vi erano tutte le condizioni per revocare il piano di equilibrio e – facendo ricorso a finanziamenti, transazioni, ed anticipazione – pagare tutti i cc.dd. “buffi” del passato (naturalmente individuando le specifiche responsabilità!).

Così non si è fatto. Si è invece confermato il piano di riequilibrio, si è aggravato lo stato debitorio non pagando le aziende fornitrici, che hanno prodotto contenziosi, tutti vinti, con aggravio di spese ed interessi e si è indebitato (con il piano di equilibrio!) per i prossimi 10 anni il Comune rendendo pressoché ingessata l’attività amministrativa.

Una follia! O meglio una gravissima responsabilità politica.

  • Una dirigenza mutilata rispetto alla quale Barbet non è stato capace di individuare (assumendosi responsabilità affidategli dalla legge e non raffigurando uno scenario di finta trasparenza) soluzioni nuove ed alternative. Dirigenti poco attivi, molti che chiedono di andar via, altri forse poco preparati o poco presenti… insomma una situazione della macchina burocratica dell’Ente ingessata e congelata.
  • Programmazione ordinaria completamente assente, a risentirne da subito le manutenzioni: basti pensare alla grottesca e triste storia delle BUCHE. Appena ci si affaccia all’attività politica locale si spiega ai ragazzi che la manutenzione ordinaria delle strade si programma per tempo e che entro agosto vanno preparate le carte per il bando pubblico per un fatto chiaro e lapalissiano: le piogge si verificano a novembre ed a marzo e bisogna per quelle scadenze essere già pronti con un servizio di manutenzione già affidato e operativo.

A Guidonia invece si annuncia (con un post su fb del Sindaco!) il bando… ma lo stesso non si fa e si procede solo in ritardo a seguito di un cambio di assessore. Insomma 6 mesi di ritardo su un’attività consueta ed ordinaria. BUCHE ancora ad oggi esistenti, pericolose e spesso non “riaterte”, ma mai tappate.

Come per la questione della raccolta del vetro… ancora più grottesca. Nessuno si accorge che l’affidamento al privato è scaduto e nessuno provvede ad una proroga tecnica in attesa del nuovo servizio. Incapacità ed inadeguatezza!

  • Fallimento completo sulle tematiche ambientali. Incapacità di bloccare la costruzione del TMB progetto tanto sbandierato in campagna elettorale (avevamo detto che era impossibile e siamo stati tacciati di connivenze con il privato proprietario!). Nessun avanzamento sul tema della bonifica della discarica (l’avremmo avviata entro 100 gg… e abbiamo spiegato come!), che anzi appare meno controllata, con i teli che si sono aperti e nessuno che interviene.

Nel frattempo l’inutile guerra al TMB ha prodotto solo l’impossibilità di far calare la TARI per tutti i cittadini di più di 1.800.000,00 già da quest’anno.

Parchi chiusi da due mesi per incapacità di programmazione ed incuria senza che vi sia rispetto alle vicende occorse una reazione veloce ed efficiente, ma solo uno scarica – barile fra dirigenti e settori dell’amministrazione.

Infine città sporca… nessuna novità o maggiore pulizia rispetto al passato anzi forse notevoli passi indietro anche perché l’isola ecologica comunale nell’ultimo anno è stata quasi sempre chiusa.

  • Sul fronte servizi sociali… N.P. Amministrazione non pervenuta… qualche proroga tecnica peraltro illegittima, nessun impulso al Piano di zona e servizi distrettuali nel limbo: continuano o non continuano (a seconda dei casi) senza che vi sia un atto concreto e formale con tutto ciò che questo comporta dal punto di vista della legittimità delle procedure.
  • Questione cave… un gran guazzabuglio rispetto al quale la Giunta contraddice se stessa ed il proprio programma… e fin qui potrebbe anche andare, ma soprattutto perde tempo con tavoli rispetto ai quali non si capisce quale sia l’indirizzo politico amministrativo o forse ve ne sono addirittura due… ma sulla questione invito a leggere una blogger locale attenta e puntuale

http://www.elisabettaaniballi.com/vertenza-cave-inutili-dannosi-tavoli-allargati-voluti-barbet-distraggono-dalla-vera-emergenza/

  • Sulla cultura e pubblica istruzione: solo pastrocchi. Un teatro che ha riaperto la stagione, ma nessuno se ne è accorto, poiché è sempre vuoto. Museo Lanciani rispetto al quale c’è solo confusione e bandi che vanno deserti. Questione mense su cui peggio non si poteva fare determinando procedure illegittime, poco trasparenti e costruendo una disciplina della questione innovativa (sic!) per territorio: in alcune circoscrizioni vale una regola, in altre un’altra.
  • Sul fronte finanziamenti: NULLA!!!! Neanche si parla più del famoso sportello Europa, eppure il Sindaco aveva spiegato che il Bengodi che prometteva era a portata di mano e che solo loro (grazie ai deputati europei grillini) avrebbero potuto trovare i fondi per cambiare la città.
  • La questione sicurezza non è neppure affrontata e la città si autogestisce lasciando ampie fette del territorio abbandonate e nel degrado.
  • Infine Tributi… si voleva demagogicamente riportare il servizio all’interno e non solo non lo si è fatto, ma si è riappaltato tutto al vecchio gestore Tre Esse su cui i grillini puri e duri (… di un tempo) ne avevano dette di tutti i colori e, perdendo tempo, si rischia se non si avviano le procedure adeguate in tempi stretti di chiudere addirittura le delegazioni sui territori per carenza di personale

 

 

Insomma un disastro completo ed il brutto appare il fatto che rispetto a questo disastro nulla si sta facendo per invertire la rotta anzi si assiste ad una inerzia disarmante, che non produce altro risultato che accatastare problematiche senza che nessuno con pazienza e competenza le affronti una ad una risolvendole. Una Giunta da cui si sono dimessi due assessori guidoniani e in cui i 6/8 sono tutte persone che non vivono e lavorano sul nostro territorio e che almeno per questo hanno una visione parziale e non completa delle problematiche.

E’ giusto che i nostri concittadini sappiano tali cose ed è per questo che ho chiesto al coordinamento del Polo civico di organizzare al più presto un’iniziativa pubblica dove invitare tutta la cittadinanza per far comprendere i ritardi e le inefficienze di una Giunta assente e insufficiente

Presto vi darò la data di questa iniziativa in cui spiegheremo meglio e numeri alla mano tutte le questioni.

Ad maiora

Please follow and like us:
error