…un po’ d’Urbanistica, forse troppo!

Giovedì scorso è stato convocato il c.d. “consiglio sull’Urbanistica”.

Sono stati approvati diversi provvedimenti di pianificazione ed a questo proposito voglio argomentare le mie perplessità e la mia contrarietà sui punti attraverso una breve riflessione.

E’fin troppo evidente lo stallo che la Maggioranza di Centro – Destra che governa Guidonia Montecelio sta vivendo con riferimento ai soliti temi urbanistici.

Il problema nasce e si sviluppa ogni qual volta le amministrazioni tentano di pianificare il territorio.

Istanze dicotomiche, diverse “visioni” della Città e i soliti veti contrapposti si frappongono ad ogni tentativo che le diverse amministrazioni hanno fatto negli ultimi venti anni di disegnare la Città, la Guidonia Montecelio del futuro, la Città da sempre eterna promessa… ma soprattutto eterna incompiuta!

E su questi temi sovente cadono anche le amministrazioni!

Qual è la novità dell’attuale momento allora? Dopo quattro anni in cui l’amministrazione ed il suo Sindaco, conoscitore attento di vicende urbanistiche, si sono prodigati ad affermare che la Città non necessitava di essere pianificata e dopo quattro anni in cui si è provveduto ai soliti interventi parziali, questa volta molto più copiosi del solito, data la “vocazione” della Dirigenza del Settore competente, si è arrivati ad un punto in cui si ritiene – confutando ogni precedente postulato – che la pianificazione del territorio sia ineludibile: impossibile andare avanti senza.

Non nascondo che da anni questo è un mio pallino: il miglioramento della stessa qualità della vita dei quartieri di Guidonia Montecelio passa inesorabilmente dalla capacità che la politica e l’amministrazione locale avrà di ridisegnare una giovane città che deve e può candidarsi a svolgere un ruolo importante nel terzo millennio.

Tuttavia questa nuova impostazione dell’amministrazione Rubeis è fuori tempo massimo e soprattutto è in evidente conflitto con i tempi e le priorità del momento.

Questo è forse l’unico periodo da oltre vent’anni in cui la città non può aspettare interventi pianificatori, ma ha bisogno, come tutto il paese, di una terapia d’urto e quindi di interventi tanto tempestivi quanto funzionali. Ed è questo il motivo per cui momentaneamente c’è bisogno di dire no alla pianificazione complessiva, ma un altrettanto o forse più forte no bisogna dirlo ad interventi parziali che riguardino le residenze. L’offerta del mercato è già oggi ampia ed ampiamente inevasa.

Di case ce ne sono molte, forse troppe e di persone in grado di acquistarle sempre meno.

E’ evidente, quindi, che un’opposizione responsabile e seria, quale noi siamo sempre stati, possa giungere in soccorso di una maggioranza in evidenti difficoltà solo e se gli interventi urbanistici vanno nella direzione prospettata nel breve periodo. Pertanto oggi: niente pianificazione complessiva, niente consumo del suolo con residenze, che nessuno compra, sostegno pieno ad un’urbanistica che, evitando gli errori del passato, porti sul territorio investimenti e lavoro e che permetta di avviare un nuovo ciclo virtuoso in un’ottica di sviluppo.

Ad maiora

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